di Carlo Pellacani
Inatteso ma gradito mi è giunta oggi l’assegnazione del Premio Franz Kafka Italia 2020, alla sua decima edizione. Il riconoscimento è conferito all’immaginazione con la quale ho descritto la vita di Ezio Comparoni (Silvio D’Arzo) e di sua madre Rosalinda nel romanzo “Il figlio di Linda. La vita breve di Silvio D’Arzo” (Consulta librieprogetti, 2020, pp. 532).
Non posso che ringraziare la prof. Rita Mascialino e il Comitato del “Secondo Umanesimo Italiano” di Udine, ma anche Marino Salvador (autore della litografia “Nuclear Fireworks” che mi è giunta unitamente all’attestato). Il Premio ha un valore specifico particolare in quanto intende riconoscere quanti si sono distinti per ricerche sul significato oggettivo delle opere letterarie e artistiche. Assume valenze ancor più marcate perché ispirato alla figura e all’opera del grande autore praghese e promosso dall’Accademia Italiana per l’Analisi del Significato del Linguaggio, che ha sede in Udine.
Dalle prime anticipazioni sul volume (17 gennaio – Liceo “Ariosto-Spallanzani” – e 6 febbraio – Sala della Rocca di Montecchio) sono trascorsi diversi mesi nel corso dei quali, nonostante il blocco dovuto all’emergenza sanitaria, l’opera è stata oggetto di recensioni su organi di stampa locali e nazionali, ha avuto una significativa presentazione al Castello di Carpineti (16 agosto) e si è sviluppato un persistente interesse e gradimento da parte di affezionati cultori della poetica darziana. Altre presentazioni pubbliche sono previste per le prossime settimane, in particolare il 17 ottobre, quale evento inaugurale di BUK, Festival della piccola e media editoria, di Modena.
Molto gradito è pertanto giunto il riconoscimento udinese, segno inequivocabile dell’interesse che l’opera dello scrittore reggiano suscita in ambito nazionale ed europeo.






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