La fase due a Bologna non è iniziata nel migliore dei modi: nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 maggio alcune pile di libri sono state date alle fiamme da ignoti davanti al cancello del Tpo, il centro sociale di via Casarini che nelle ultime settimane aveva dato vita a iniziative di solidarietà per le famiglie in difficoltà. Il fuoco e il fumo hanno annerito parzialmente il cancello di entrata del centro.
L’atto vandalico fa seguito ai danneggiamenti alle recinzioni denunciati negli ultimi giorni dai responsabili dell’Eremo di Ronzano, la comunità di accoglienza sui colli di Bologna gestita dai frati dei Servi di Maria.
“Leggiamo questo gesto come un tentativo di intimidazione”, hanno scritto su Facebook gli attivisti del centro sociale bolognese: “Un attacco contro la storia del Tpo in quartiere e in città e soprattutto un vile gesto rivolto contro l’azione di solidarietà che a 360° ha riguardato il Tpo da quando è partita l’emergenza Covid-19. Mentre noi stiamo portando libri nelle case dei bambini e dei ragazzi del quartiere a qualcuno è venuto in mente di venire a bruciare libri davanti al Tpo”.
“Forse a qualcuno non piace che nessuno rimanga indietro, forse qualcuno preferirebbe un prima gli italiani, oppure a qualcuno non piace che nella crisi ci si dia una mano a vicenda. Questo ancora non lo sappiamo con certezza, ma sta di fatto che i libri li hanno sempre bruciati gli stupidi e i fascisti. Questa notte per fortuna il fuoco è stato fermato dalla pioggia, e così come la pioggia ha spento le fiamme, noi senza paura continuiamo ad agire per spegnere le fiamme della crisi che in molti stanno vivendo e per alzare quelle della lotta comune, della solidarietà e del mutuo aiuto”.






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