Sta girando sui social una petizione di genitori reggiani che chiede al sindaco il permesso di far uscire all’aria aperta i bambini tramite una apposita ordinanza. Chiedono che “sia riconosciuta l’esigenza dei più piccoli di poter fare attività fisica all’aperto, nel rispetto delle regole stabilite e in sicurezza, e che sia consentito far uscire le bambine e i bambini per un tempo limitato ogni giorno”. Chiedono che il sindaco adotti “uno specifico protocollo di comportamento che consenta alle famiglie di assicurare quotidianamente un tempo minimo all’aria aperta per le proprie bambine e i propri bambini”. Pretendono “che non si chiudano gli occhi di fronte al benessere di chi è ancora in fase di crescita e affronta un momento estremamente stressante soprattutto dal punto di vista emotivo; dall’azzeramento della socialità all’impossibilità letterale di vedere la luce del sole e respirare, seppure per un tempo limitato, all’aria aperta”.
Che dire?
Credo non si rendano in conto fino in fondo della situazione in cui ci troviamo. Tutti.
Bambini compresi.
E’ comprensibile che, oggi, tanti genitori siano in apprensione per i propri figli. Credo però che, in qualità di adulti, debbano prendersi la responsabilità, oggi, subito, di cercare di non perdere la calma e di tranquillizzarsi, per quanto possibile.
In queste settimane capita anche a molti insegnanti di dover rassicurare, oltre ai propri studenti, soprattutto i loro genitori. Io ho scritto questa lettera ai genitori dei miei alunni di prima elementare. L’ansia derivava dalla sensazione che, a scuole chiuse, si rimanesse in dietro con il programma didattico.
“Cari genitori, volevo comunicare a tutti che, anche in regime di scuola normale, negli anni passati, io e molti altri insegnanti iniziavamo lo studio del corsivo all’inizio della seconda elementare. Questo non vuol dire che i bambini non debbano esercitarsi anche sul corsivo, se voi volete. Ma non è una priorità. Anzi, per esperienza, come sostengono anche molti esperti, cominciare con il corsivo se i bambini non sono diventati molto bravi nella lettura dello stampato maiuscolo (e minuscolo) può creare anche confusione e difficoltà: si tratta di apprendere 3 alfabeti diversi contemporaneamente! Credo sia più utile, in questa fase e nella situazione in cui ci troviamo, che i bambini diventino sempre più bravi nella lettura veloce e fluida e nella comprensione del testo (testi scritti in stampato maiuscolo e stampato minuscolo). Nei compiti, perciò, insisterò sul Libro di lettura e su Metodo; ma soprattutto sul Libro di lettura. Più i bambini leggono e si allenano alla lettura (qualsiasi libro di narrativa adatto alla loro età può andar bene), più per loro sarà facile, anche in futuro, imparare e studiare. Tenete conto che noi, prima della sospensione della scuola, eravamo molto avanti nel nostro programma di italiano: ci mancavano solo le difficoltà ortografiche, che comunque si riprendono in seconda elementare. I vostri figli non rimarranno indietro con il programma e, da ragazzi o da grandi, per questo periodo a casa da scuola, non saranno più ignoranti o con più lacune di altri.Ci tenevo a condividere queste mie riflessioni con voi e ringraziarvi, insieme agli altri insegnanti della classe e delle scuole di Sant’Ilario d’Enza, per tutta la vostra preziosissima collaborazione e il vostro indispensabile aiuto.
Il maestro






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