Questa mattina Patrizia Nasi, titolare della storica Libreria del Teatro in via Crispi a Reggio Emilia, si è ritrovata tra i visitatori un volto noto alle cronache degli anni Settanta: si trattava di Renato Curcio, fondatore delle Brigate rosse insieme ad Alberto Franceschini (reggiano) e a Margherita Cagol, considerato nella prima fase della lotta armata in Italia l’ideologo e il leader indiscusso della formazione terrorista (sebbene loro, i brigatisti, abbiano sempre rifiutato tale definizione, sostenendo che nell’azione rivoluzionaria l’obiettivo fosse l’abbattimento dello Stato con nemici precisi e non il terrore fine a se stesso).

Curcio, arrestato nel 1974 con il gruppo storico delle Br, era accompagnato da un altro reduce degli anni di piombo, il reggiano Loris Tonino Paroli (sedici anni di carcere scontati per intero per banda armata, pur senza attribuzione di reati di sangue), oggi artista.
La visita alla libreria è stata breve. Il fondatore delle Br ha chiesto specificamente a Paroli se in città fosse ancora aperta quella bella libreria (della quale ricordava il proprietario, Nino Nasi, scomparso alcuni anni fa) e ha condiviso con Patrizia le difficoltà nelle quali oggi versano le piccole iniziative editoriali, essendo egli stesso editore di una cooperativa che si dedica alle creazioni letterarie dei carcerati.
Curcio, che oggi ha 77 anni, ha scontato dopo l’arresto venticinque anni di reclusione, dei quali dodici in regime di carcere duro. E’ stato scarcerato negli anni Novanta e da allora si occupa di una piccola cooperativa sociale, "Sensibili alle foglie", nella quale si occupa in veste di sociologo di problemi di disabilità e di reinserimento nella società di persone reduci da istituzioni totali come carceri e manicomi.






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Condivido in pieno la tua considerazione!
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