Compie vent’anni la cooperativa sociale reggiana Panta Rei, una delle più importanti realtà educative dell’Emilia-Romagna e leader di settore all’interno di Confcooperative Reggio Emilia.
Nata da un’incubazione d’impresa da parte di Reggio Children nel 1999, con la convenzione con il Comune di Reggio Emilia la cooperativa gestisce quattro servizi educativi in città: i nidi-scuola Choreia, Otello Sarzi, Faber e il nido Giulia Maramotti, dove sono accolti 480 bambini.
A questi si aggiungono, poi, altre realtà educative in Lombardia (il nido scuola aziendale eni06, il Centro infanzia 0-6 anni Leonardo Da Vinci) e a Modena (il nido “Stella” della Tetra Pak), che portano a 716 il numero dei bambini 0-6 anni iscritti nelle strutture gestite da Panta Rei.
“Siamo nati – sottolinea la presidente della cooperativa, Franca Mallica – da un’incubazione d’impresa durata quattro anni da parte di Reggio Children, e questa relazione non solo non si è mai interrotta, ma si è trasformata in una collaborazione continuativa che ci ha consentito di accrescere l’importanza dei progetti seguiti, di portare le nostre attività su altri territori e di qualificarci anche sulla formazione del personale con ruolo educativo, sulla consulenza, il tutoraggio e i progetti di fattibilità relativi sua all’apertura di nuove strutture educative che sull’avvio di nuovi servizi e progetti pedagogici”.
La cooperativa sociale reggiana conta oggi 194 lavoratori, con una presenza femminile pari al 96,9%
Per celebrare i vent’anni di attività, la cooperativa ha vissuto tutto il 2019 all’insegna di altrettante parole scelte dai bambini, che a questi vocaboli hanno attribuito significati originali e spesso sorprendenti (parlando di emozioni, ad esempio, Riccardo, 4 anni, dice: “sei emozionato di una cosa quando non la puoi dire”).
All’insegna di una di queste parole, e precisamente “Idee”, si svolgeranno i festeggiamenti del ventennale di Panta Rei, in programma giovedì 12 dicembre alle 18,00 a Binario 49, in via Turri, dove si avvicenderanno interventi di Fabio Banfo (compagnia MaMiMò, drammaturgo, regista, attore e pedagogo), Paola Cavazzoni, pedagogista e responsabile progetto PAUSE Atelier dei Sapori srl, di Fondazione Reggio Children-Centro Loris Malaguzzi, Laura Braglia (fondatrice Andos Reggio Emilia e membro del cda del Grade), Alessia Ciarrocchi (Ausl Reggio Emilia), Matteo Fornaciari (vicepresidente di Impact Hub), Luca Venturello (co-founder Impact Hub), Maria Carla Ruffini (docente all’Università di Bologna e rappresentante dell’associazione Non Una di Meno) e Francesco Vanotti, agronomo e disegnatore di giardini.
Si uniranno a questi contributi Raffaella Curioni, Assessore all’educazione e alla conoscenza del Comune di Reggio Emilia e Patrizia Fantuzzi, presidente del settore solidarietà sociale di Confcooperative Reggio Emilia.






Ultimi commenti
L'amministrazione ha dato un buon segnale punto.
bisognerebbe spiegare ai nostri illuminati amministratori che Servizio Militare non significa "voler fare la guerra" e di certo non vuol dire automaticamente metterla in […]
E così arriverà un'altra "materia" nel programma scolastico: educazione ciclistica dopo la civica, ecologica, sex.gender...tutto fuorché un decente Italiano o il minimo far di
Ma porca p...! Mai, mai, mai una mezza parola riguardo alla totale inosservanza del codice della strada da parte dei ciclisti! Ma dove vivete? Non […]
Quando fu coniato il termine "ruinismo, con un velo di disprezzo, dai cattolici democratici, le idee si contrapposero. Da Rosy Bindi, Franceschini, Romano Prodi....nacquero idee […]