Si è tenuto lunedì 25 novembre l’incontro richiesto dalla Cgil (unitamente alle categorie Flc e Filcams-Cgil, in rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici della scuola che lavorano in appalto presso gli istituti scolastici della provincia) per discutere del prossimo decreto ministeriale che prevede l’assunzione diretta da parte dello Stato di una parte del personale che oggi opera in appalto.
Il sindacato aveva invitato tutti gli eletti reggiani affinché si facessero portatori in Parlamento e nei confronti del governo delle problematiche che l’attuale bozza di decreto – secondo la Cgil – presenta, ma soltanto il Partito Democratico ha risposto all’appello con la deputata Antonella Incerti: “Dispiace constatare che le altre forze politiche non sono state in grado di essere presenti”, ha sottolineato con amarezza la sigla sindacale.
Il problema principale delle bozze di decreto fin qui rese note, per la Cgil reggiana, “sta nel fatto che non offrono risposte alla totalità delle persone, che sono circa 16mila a livello nazionale, ma solo a una parte. Ci sarebbero così oltre 5mila persone che rischiano di rimanere escluse dalla possibilità di assunzione e di fatto verrebbero licenziate”.
Anche a Reggio, su un totale di 36 posti disponibili, solo pochissime persone avrebbero diritto all’assunzione a causa dei requisiti oggi richiesti per poter accedere alle selezioni: “Crediamo che la politica, sia nazionale che locale, debba farsi carico di dare risposte a questi lavoratori che rischiano di essere licenziati per decreto”, ha sintetizzato la Cgil lanciando un appello ai deputati e ai senatori reggiani.






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