Servono azioni che non si limitino a tamponare l’abbandono, ma promuovano il ritorno e la permanenza; è partendo da questa considerazione che Confcooperative approfondirà mercoledì sera a Castelnovo ne’ Monti un piano di lavoro, articolato in nove punti, che mira ad un rilancio dell’economia e della società montana.
“Il punto di partenza – sottolinea il presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi – è l’uscita dalla logica emergenziale che, in modo discontinuo e parziale, porta ad affrontare i problemi e a valutare le opportunità della montagna in funzioni di situazioni critiche, e tra queste quella relativa all’impoverimento dei servizi”.
“Confcooperative – prosegue Caramaschi – vuol invece parlare di un Appennino vivo e competitivo, che ha caratteristiche ed esigenze specifiche, ma che è parte di un più ampio territorio che di questa montagna, delle sue imprese e dei suoi abitanti, non può fare a meno”.
“Oggi – sottolinea il presidente di Confcooperative – abbiamo più che mai bisogno di ragionare in quest’ottica inclusiva e competitiva, che valorizza ogni area del territorio e ogni sua risorsa come parte di un tutto che cresce in equilibrio e assicura ai cittadini opportunità e servizi tali da rendere possibile ovunque il lavorare e l’abitare; è in questo senso, allora, che dobbiamo intendere anche le specifiche azioni che riguardano in modo particolare e a volte esclusivo l’Appennino”.
Di queste azioni, dunque, si parlerà mercoledì 25 settembre nel convegno “Imprese, persone, comunità: la cooperazione per l’Appennino” promosso dalla centrale cooperativa all’Onda della Pietra.
Alle 20,30 i lavori saranno aperti dal Sindaco di Castelnovo ne’ Monti, Enrico Bini, cui seguirà la relazione introduttiva del presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi, e l’esposizione, attraverso la voce di alcuni cooperatori, dei nove punti in cui si articola il piano di lavoro di Confcooperative per la montagna.






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