Quando nei mesi scorsi i carabinieri di Reggio Emilia iniziarono a indagare, acquisendo atti negli uffici pubblici, la dirigente dei servizi sociali della Val d’Enza si rivolse al Garante regionale per l’infanzia per bloccare l’inchiesta, dicendo che l’attività dei militari stava di fatto intralciando i procedimenti sui minori.
Lo riporta l’agenzia di stampa Ansa, spiegando che questo è uno degli elementi che risulta dalle carte dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi illeciti nel Reggiano. La dirigente è una delle figure centrali della vicenda, è agli arresti domiciliari. Il fatto che si rivolse al Garante emerge da intercettazioni. Emerge anche che alcuni genitori, a cui erano stato tolti i bambini, contatattarono lo stesso Garante, chiedendo un aiuto per le loro situazioni. Il Garante chiese allora al servizio sociale della Val d’Enza una relazione sui fatti.






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non li definirei "quattro ragazzi minorenni" ma quello che sono: quattro delinquenti. Poiché la privacy dovrebbe tutelare le persone oneste e non i delinquenti, aggiungerei
se tanto mi da tanto, i genitori di questi quattro sono peggio ancora....
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