La notizia è bella bella, complimenti alla Gazzetta. In crisi di liquidità, oltreché dissanguato nei consensi elettorali, il Pd reggiano punta a un fondo in criptovalute per recuperare le perdite finanziarie accumulate nelle gestioni precedenti.
Confessiamo una certa sorpresa: conoscendo Maino Marchi, figura prudente di ex amministratore e oggi tesoriere, è insolita l’immersione nelle acque tuttora limacciose della creazione di valore tramite il cosiddetto "mining", del tutto privo di accreditamenti sul piano bancario internazionale; tutto ci saremmo aspettati, fuorché un’operazione che qualsiasi consulente finanziario di esperienza equipara alla credibilità di investimento nel "gratta e vinci".
Eppure, la notizia non è stata smentita. Sarà la calura, saranno le ferie, sarà che qualcuno ha capito male. E per fortuna che nessuna testata nazionale se n’è ancora accorta. Fatto sta che il futuro (finanziario) del Pd di Reggio Emilia (ai tempi del Pci, una potenza con centinaia di dipendenti e decine di migliaia di iscritti) pare affidarsi a metodi di investimento prossimi alle slot machine.
Non sarà che, a forza di cercare criptovalute, il problema più impellente sia diventato quello di cercare criptocervelli? Avanti popolo, alla riscossa (e allo scavo).






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Lepore, una bella lettera di saluto alla citta' di Bologna e poi le dimissioni, e' tutto qui....
Manca la ciliegina, oltre 100 miliardi di impegno spesa in riarmo annuali, destra o sinistra che sia, sommati alle spese energetiche triplicate grazie agli amici
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.