Nella mattinata di sabato 7 novembre è scoppiato un piccolo “caso” politico attorno a un post sui social di Stefano Bonaccini.
Un paio di giorni fa il presidente del Partito Democratico aveva pubblicato su Facebook e X un’immagine del ministro degli Esteri Antonio Tajani con in testa un cappellino Maga (Make America Great Again), oggetto-simbolo del presidente statunitense Donald Trump, accompagnata sarcasticamente dalla scritta “Mai stati trumpiani”.
Il riferimento era a una dichiarazione dello stesso Tajani, che all’indomani delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, interpellato dalla stampa sugli esiti del voto, aveva negato qualsiasi vicinanza a Trump, sostenendo appunto che Forza Italia non sarebbe “mai stata trumpiana”, né oggi né in passato.
Da qui il post-sfottò di Bonaccini sui social. La mossa, però, ha scatenato le proteste di Forza Italia, che ha bollato l’immagine come “foto fake” e ha intimato a Bonaccini di rimuoverla dal suo profilo e di chiedere scusa al ministro Tajani.
Poco dopo, il post è sparito dai social di Bonaccini. Il presidente ed europarlamentare del Pd si è giustificato sostenendo che si trattava di un tweet ironico: “Vista la richiesta di Forza Italia e per non ingenerare equivoci, ho rimosso il post con un ‘meme’ ironico su Antonio Tajani che indossava il cappellino Maga, che pure aveva tenuto in mano in occasioni pubbliche, come ampiamente documentato”.
La foto in questione, in effetti, era falsa, generata con ogni probabilità con l’intelligenza artificiale.
Qualche tempo fa, però, il ministro del governo Meloni era stato effettivamente immortalato con un cappellino Maga, ma in mano e non in testa: Tajani stava partecipando da osservatore alla conferenza di presentazione del cosiddetto “Board of peace” per la Striscia di Gaza, organizzata dal governo statunitense, e il cappellino era un regalo per i partecipanti all’evento. “Mi hanno regalato quel cappellino rosso, ma l’ho lasciato sul tavolo: mai portato in Italia e tantomeno mai indossato”, ha precisato il leader di Forza Italia in una recente intervista.






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