Il garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna Roberto Cavalieri lancia l’allarme: prendendo in considerazione l’intero territorio, negli istituti penitenziari della regione è stata raggiunta quota 4.115 tra detenuti e detenute. Non solo è il dato peggiore dal 2014 a oggi, ma per di più è “in crescita, senza alcuna tregua”.
Le carceri emiliano-romagnole, denuncia Cavalieri, sono sotto la pressione straordinaria di “un sovraffollamento senza precedenti”. I dati diffusi dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sono impietosi: in Emilia-Romagna ci sono 1.133 detenuti e detenute in più rispetto alla capienza regolamentare, con un tasso medio di sovraffollamento del 37%, che si distribuisce in modo differente tra i dieci istituti penitenziari della regione.
Il primato negativo va a Ravenna (88% – che però, sottolinea Cavalieri, “essendo un piccolo istituto risente meno degli effetti del sovraffollamento”): seguono Ferrara (70%), Modena (67%), Bologna (59%), Piacenza (44%).
Nel frattempo continua, da sei mesi a questa parte, l’aumento delle persone straniere in carcere: sono 2.141, ovvero il 52% dei detenuti complessivi.
“Davanti a un fenomeno sociale senza precedenti”, commenta Cavalieri, “le politiche penitenziarie che puntano al potenziamento dell’edilizia non sembrano riuscire ad allentare il sovraffollamento. Dal 2013 a oggi il patrimonio dei posti in carcere è aumentato di 550 unità con la costruzione di nuovi padiglioni a Piacenza, Modena e Parma. Altri 650 posti sono già in cantiere con la costruzione di nuovi padiglioni e spazi idonei a Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e con il nuovo carcere di Forlì”, che entro il 2028 aggiungeranno 648 posti. “Complessivamente del tutto insufficienti” però, secondo il garante, “ad affrontare le pressioni dentro le carceri”.
Nessun conforto, per Cavalieri, “neppure dalle politiche degli enti locali impegnate nell’accoglienza e nelle politiche per il lavoro dei detenuti che, complessivamente, offrono risposte, spesso parziali, a meno del 5% dei reclusi”.






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