La gestione della vicenda dei manufatti contenenti amianto in stato di degrado nell’ex mangimificio di via Gonzaga a Sesso, alle porte di Reggio Emilia, indigna Lorenzo Melioli, consigliere comunale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia: “Siamo arrivati all’assurdo. Da anni il Comune è a conoscenza della presenza di quei manufatti e del conseguente rischio di dispersione di fibre cancerogene. Eppure, anziché riuscire a garantire la messa in sicurezza dell’area, si è limitato a emanare negli anni diverse ordinanze, compresa l’ultima indicata come firmata dall’assessora Bonvicini, che sarebbero rimaste tutte ineseguite dalla proprietà”.
Il risultato? “Anni trascorsi senza una soluzione e cittadini costretti a convivere con un potenziale rischio per la propria salute”, denuncia Melioli. “Ma è possibile che un’amministrazione, pur conoscendo da anni una situazione di questa gravità, di fronte all’inerzia della proprietà non riesca a garantire la messa in sicurezza dell’area? A cosa serve continuare a emanare ordinanze se poi non si è capaci di ottenerne il rispetto?”.
Per il consigliere comunale reggiano di Fratelli d’Italia “qui non siamo più soltanto di fronte a un problema di incapacità amministrativa: sembra mancare persino il più elementare buon senso e senso di responsabilità. Amministrare non significa limitarsi a firmare provvedimenti, ma assicurarsi che producano risultati concreti, soprattutto quando è in gioco la salute delle persone”.
Per Melioli la vicenda di Sesso “è l’ennesima fotografia impietosa dell’inadeguatezza di questa giunta, incapace di risolvere una situazione conosciuta da anni e che riguarda quella che dovrebbe essere la priorità assoluta di ogni amministrazione: la tutela della salute dei propri cittadini. Vogliamo sapere quali iniziative siano state concretamente assunte dopo le inottemperanze, perché non si sia arrivati a una soluzione e per quale motivo non siano stati eventualmente attivati i poteri sostitutivi previsti dalla legge”.
Come Fratelli d’Italia, anticipa il consigliere meloniano, “segnaleremo la vicenda alle autorità competenti, chiedendo controlli ambientali e approfondite verifiche sanitarie per accertare se vi sia stata un’effettiva dispersione di fibre di amianto e se eventuali esposizioni possano aver contribuito all’insorgenza di patologie o, nei casi più gravi, persino a decessi. Non affermiamo che ciò sia accaduto, ma riteniamo doveroso verificarlo con il massimo rigore”.
Non solo: “Chiederemo inoltre di accertare eventuali responsabilità amministrative e possibili pregiudizi economici per l’ente. Non è accettabile che alle inadempienze di un privato possano aggiungersi ritardi o omissioni dell’amministrazione, con il rischio che a pagarne le conseguenze siano ancora una volta i cittadini. I residenti di Sesso hanno diritto alla verità e alla sicurezza. Non possono continuare ad attendere mentre si susseguono provvedimenti che non producono risultati”.






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