Dai boschi ripariali del torrente Rodano alle aree agricole, dai fontanili al complesso monumentale del Mauriziano, passando per i siti della Rete Natura 2000, le aree di riequilibrio ecologico e il Campovolo: un mosaico di paesaggi, ambienti naturali e testimonianze storiche di Reggio Emilia che ora entra a far parte della rete delle aree protette dell’Emilia-Romagna.
È il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e Acque dell’Ariosto”, il settimo riconosciuto in Emilia-Romagna: un’area di oltre cinquemila ettari nata per valorizzare un territorio di straordinario valore ambientale, paesaggistico e storico della pianura reggiana.
La proposta è stata promossa dal Comune di Reggio Emilia insieme all’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia Centrale: è il risultato di un percorso partecipativo sviluppato tra il 2023 e il 2024 che ha coinvolto cittadini e cittadine, associazioni, agricoltori, allevatori, enti pubblici e rappresentanti del territorio. È proprio da questo confronto che è nata anche la denominazione “Terre e Acque dell’Ariosto”, scelta per richiamare il forte legame della figura di Ludovico Ariosto con quest’area del territorio reggiano.
Nello specifico, l’area comprende il sistema del torrente Rodano e della sua rete idraulica, che rappresentano un importante corridoio ecologico tra la collina reggiana e la pianura, insieme a paesaggi agricoli caratterizzati da siepi, filari e prati stabili, boschi ripariali, tre aree di riequilibrio ecologico e il sito della Rete Natura 2000 “Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo”. Ne fanno parte, inoltre, luoghi di grande valore storico e culturale come il complesso del Mauriziano, il quartiere Venezia, il complesso di San Lazzaro, Villa Malaguzzi e l’area del Campovolo, importante cuneo verde di connessione tra la città, le aree agricole e gli ambienti naturali circostanti.
Sono diversi gli obiettivi del futuro programma di tutela e valorizzazione: il rafforzamento della rete ecologica, la promozione della mobilità lenta, la tutela e la valorizzazione dei beni storici e culturali, il sostegno a un’agricoltura sostenibile e all’agrobiodiversità, il miglioramento della qualità delle acque e il coinvolgimento di imprese e comunità locali.
I “Paesaggi naturali e seminaturali protetti” sono una specifica categoria prevista dalla legge regionale per individuare territori nei quali la presenza di habitat naturali si integra con attività umane tradizionali, consolidate e sostenibili. A differenza dei parchi e delle riserve naturali, non prevedono nuovi vincoli per le attività presenti, ma sono accompagnati da un programma triennale di azioni e interventi per la conservazione, la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale e la promozione di una fruizione sostenibile del territorio.
“Con questo provvedimento continuiamo ad ampliare il sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna attraverso uno strumento che nasce dalla collaborazione con i territori e mette al centro la valorizzazione del paesaggio”, spiega l’assessora regionale a parchi e forestazione Gessica Allegni. “Allo stesso tempo, contribuiamo agli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità 2030, che riconosce nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi una leva fondamentale per affrontare le sfide climatiche e ambientali”.
La nascita del Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto”, secondo il sindaco di Reggio Marco Massari, “è un risultato importante per tutta la nostra città perché racconta un modo di costruire le politiche del territorio che parte dall’ascolto e dalla partecipazione. Il suo valore sta nel risultato ottenuto ma anche nel percorso che ci ha portato fin qui: istituzioni, cittadini, associazioni, agricoltori e realtà del territorio hanno contribuito a definire insieme gli obiettivi, il perimetro e il futuro di quest’area”.
“Stiamo parlando di oltre 5.000 ettari che mettono in relazione la città, la campagna, il sistema dei corsi d’acqua e alcuni dei luoghi più significativi della nostra storia e della nostra identità. È un patrimonio che vogliamo tutelare, ma soprattutto rendere sempre più accessibile e vissuto, attraverso la mobilità lenta, la riqualificazione ecologica e la valorizzazione dei luoghi naturali, storici e culturali. ‘Terre e Acque dell’Ariosto’ è anche una scelta concreta di adattamento ai cambiamenti climatici. Più alberi, più aree permeabili, nuovi boschi e siepi, zone umide e interventi sui corsi d’acqua significano una città più capace di affrontare le ondate di calore, gli eventi meteorologici intensi e il rischio di allagamenti. È un investimento sulla qualità ambientale, ma anche sul benessere e sulla sicurezza delle persone”.






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