Centro per il rimpatrio in Emilia-Romagna, Fratelli d’Italia incalza la giunta de Pascale

carcere Crp centro rimpatrio – CC

La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti ha presentato un’interrogazione per spingere la giunta emiliano-romagnola del presidente de Pascale a esprimere pubblicamente la propria posizione sull’apertura di un centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) in Emilia-Romagna, “alla luce delle dichiarazioni di esponenti tecnici e istituzionali vicini al centrosinistra come l’ex capo della polizia Franco Gabrielli”.

Per Evangelisti “occorre superare le contrarietà ideologiche che rischiano di paralizzare e bloccare decisioni fondamentali per la gestione dell’ordine pubblico e il contrasto dell’immigrazione clandestina in Emilia-Romagna”.

Per questo la consigliera meloniana ha chiesto alla Regione quali passi formali siano già stati intrapresi per individuare le eventuali aree idonee e avviare la progettazione della struttura.

Secondo la capogruppo di Fratelli d’Italia in assemblea legislativa “il tema della gestione dell’immigrazione clandestina e della sicurezza urbana rappresenta una priorità assoluta per i cittadini emiliano-romagnoli, specialmente alla luce dei frequenti episodi di degrado e criminalità nelle aree sensibili delle principali città della regione (quali Bologna, Modena e Reggio Emilia)”.

Anche lo stesso presidente della Regione de Pascale, ricorda Evangelisti, “ha espresso a più riprese una parziale apertura istituzionale, generando tuttavia profonde spaccature e forti resistenze ideologiche all’interno della stessa maggioranza di sinistra che sostiene la giunta regionale (in particolare da esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra e di frange sindacali)”.

Per Fratelli d’Italia, invece, “è indispensabile superare i pregiudizi ideologici e i veti politici interni alla sinistra per garantire l’incolumità pubblica, supportando concretamente l’azione delle forze dell’ordine e l’applicazione delle leggi dello Stato in materia di espulsioni dei soggetti irregolari e socialmente pericolosi”.



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