Castelnovo Monti, ruba anelli e orecchini alle anziane che assiste e li rivende al compro oro

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I carabinieri di Castelnovo ne’ Monti hanno denunciato un’operatrice socio-sanitaria di 63 anni, residente in un comune dell’Appennino reggiano, con l’accusa di furto aggravato: secondo le indagini, scattate a inizio settembre dopo le querele presentate dai familiari di due delle sue assistite (di 84 e 92 anni), la donna, che svolgeva assistenza domiciliare in casa di diverse persone anziane, avrebbe rubato dalle abitazioni di queste ultime oggetti preziosi in oro.

Secondo gli accertamenti, in almeno tre circostanze la donna avrebbe poi rivenduto i monili rivolgendosi a un negozio compro oro della zona, tenendo per sé i soldi in contanti ricavati dalla transazione.

In un caso, il figlio di un’anziana donna affetta da demenza senile ha denunciato ai carabinieri l’improvvisa e sospetta scomparsa di un orecchino d’oro che la madre indossava abitualmente; l’ammanco era stato notato e segnalato con anomalo tempismo proprio dall’operatrice socio-sanitaria, durante una delle sue visite di servizio.

Nel secondo caso, invece, è stata proprio l’anziana in persona – una donna con difficoltà motorie – a constatare la sparizione di tre anelli d’oro dalla propria abitazione, avvenuta a suo dire subito dopo aver ricevuto la visita domiciliare da parte dell’operatrice socio-sanitaria in questione.

I riscontri incrociati dei carabinieri hanno in effetti confermato la presenza della sessantatreenne nelle case delle due vittime proprio in concomitanza con le date dei furti. Le successive verifiche presso un compro oro di Castelnovo Monti hanno consentito di chiudere il cerchio sulla vicenda: la principale sospettata si era presentata nel negozio in tre occasioni (l’8, l’11 e il 26 agosto) vendendo diversi monili in oro – tra cui i tre anelli e l’orecchino portati via dalle case delle due anziane assistite – e incassando centinaia di euro in contanti.

I carabinieri hanno sottoposto a sequestro probatorio l’orecchino e i tre anelli, che si trovavano ancora nel negozio e che sono poi stati riconosciuti con assoluta certezza dai familiari delle vittime; al termine degli accertamenti del caso, saranno restituiti alle legittime proprietarie. Per gli altri oggetti preziosi venduti dalla sessantatreenne all’inizio di agosto e non ancora reclamati, invece, sono state acquisite le relative schede di transazione e la documentazione fotografica prima dell’invio alla fusione.



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