La società di trasformazione urbana Stu Reggiane ha annunciato il completamento della rigenerazione del Reggiane Parco Innovazione, l’intervento sistemico di rigenerazione urbana realizzato nell’area delle storiche Officine Meccaniche Reggiane, fondate nel 1901 nel cuore del quartiere Santa Croce e per decenni simbolo della capacità produttiva di Reggio Emilia.
Da “vuoto industriale”, nell’ultimo decennio l’area è diventata un ecosistema: oltre 125.000 metri quadrati urbanizzati, 24 organizzazioni insediate tra imprese, università, centri di ricerca e ordini professionali, quattro laboratori di alta tecnologia, più di 700 tra ricercatori e professionisti e oltre 3.000 studenti e studentesse che ogni giorno frequentano la zona per motivi di lavoro o di studio – in un luogo che ospita oltre 100 eventi l’anno e che dal 2022 ha registrato più di 70.000 presenze.
Il tratto distintivo dell’operazione è stato il modello di partenariato pubblico-privato: le risorse pubbliche sono state utilizzate come una leva capace di attrarre capitale privato e di restituire opere alla città. Sono stati circa 65 i milioni di euro complessivamente mobilitati, per il 55% pubblici e per il 45% privati (circa 29 milioni).
Nel progetto rientrano 16,5 milioni di euro di opere pubbliche che restano alla comunità cittadina: dagli spazi sportivi al nuovo piazzale Europa, fino alle bonifiche ambientali e al miglioramento della viabilità (la riapertura del braccio storico di viale Ramazzini e del passaggio a livello; senza dimenticare gli oltre 30.000 metri quadrati di spazi dedicati a uffici, laboratori e scuole.
“Il mercato ha creduto nel progetto, con operatori privati che hanno investito capitale proprio, e la qualità dell’operazione è stata certificata da diversi riconoscimenti indipendenti di rilievo regionale, nazionale e internazionale”, sottolinea Stu Reggiane: “Non era un esito scontato in quanto lo strumento della società di trasformazione urbana (art. 120 Tuel) è stato utilizzato in molte città italiane, spesso con difficoltà, e aver portato a termine il ciclo con opere completate, capitale privato attratto e conti in ordine colloca l’esperienza reggiana tra le poche pienamente riuscite nel panorama nazionale”.
Il bilancio 2025 si è chiuso con 6,1 milioni di euro di ricavi, un patrimonio netto di 17,67 milioni, debiti per 4,7 milioni e un risultato d’esercizio negativo per 2,21 milioni.
Quest’ultimo dato, precisa però la società, “è in larga parte contabile e prudenziale e senza alcuna uscita di cassa: circa il 70% deriva da accantonamenti e svalutazioni che adeguano il valore di alcune poste di bilancio, mentre la parte restante riflette la fisiologica riduzione delle vendite immobiliari, con gli immobili ormai in gran parte già venduti o locati negli anni precedenti”.
“Va ricordato che Stu Reggiane è, prima di tutto, una società di sviluppo immobiliare, un’attività che per sua natura richiede tempi lunghi di realizzazione e che, proprio per questo, va letta sull’arco di più esercizi anziché sul singolo anno. In progetti complessi come il Parco Innovazione è fisiologico che i risultati siano altalenanti, con anni di forti vendite alternati ad altri di consolidamento”.
Non a caso la società aveva già registrato perdite consistenti nel 2017 e nel 2021, poi pienamente riassorbite senza alcuna conseguenza: “Questa ciclicità è normale nel settore e attualmente non crea tensioni finanziarie”, spiega Stu Reggiane.
Il risultato negativo, peraltro, non intacca il capitale sociale, poiché è stato assorbito per intero dalle riserve: ai soci, quindi, non è stato richiesto alcun esborso a copertura della perdita, e non c’è stato alcun impatto negativo sul bilancio del Comune di Reggio. La società, anzi, negli ultimi anni si è rafforzata, con un patrimonio netto di 17,67 milioni e un debito sceso dai 10,4 milioni di fine 2024 ai 4,7 milioni di fine 2025, e ulteriormente a 3,38 milioni al 30 giugno 2026, con il mutuo bancario interamente rimborsato e la liquidità in crescita.
Il completamento del Parco Innovazione “non chiude un percorso, ma ne apre uno nuovo”, assicura la società. I soci di Stu Reggiane hanno avviato un confronto per definire le attività future e andare oltre la fase di transizione, muovendo da una convinzione condivisa: Reggio è un territorio ad alta vitalità economica e sociale che tuttavia non dispone ancora di un soggetto specializzato capace di accompagnare chi vuole insediarsi e investire.
È proprio in questo spazio che la società intende collocarsi, forte di dieci anni di esperienza, di un’ampia rete di contatti commerciali e di relazioni ormai consolidate con investitori e istituzioni.
Il piano 2025-2034 di Stu Reggiane si articola lungo tre direttrici complementari: la promozione del territorio, attraverso azioni di marketing e di attrazione di nuovi soggetti economici, “per far conoscere le opportunità dell’area e portarvi imprese, talenti e capitali”; l’attuazione degli interventi di rigenerazione urbana, “accompagnando concretamente chi intende insediarsi nell’area delle Reggiane ancora da recuperare”; l’offerta di servizi dedicati all’innovazione, ai talenti e alla relazione con il territorio, “per consolidare l’ecosistema costruito in questi anni e renderlo sempre più attrattivo”.
Sono allo studio, inoltre, manifestazioni di interesse per nuovi insediamenti a destinazione produttiva leggera e terziaria, con ipotesi che riguardano oltre 10.000 metri quadrati di nuovi uffici, circa 30.000 metri quadrati sulla nuova area e oltre 9.000 metri quadrati di terziario in un’area di proprietà di Stu Reggiane, oltre allo sviluppo di un secondo incubatore destinato ad attività di laboratorio e ricerca. L’espansione del Parco Innovazione, prevede la società, “potrebbe generare, a regime, ulteriori centinaia di nuovi posti di lavoro e attrarre nuove imprese nei settori dell’innovazione e dei servizi avanzati”.
Stu Reggiane resta inoltre il soggetto attuatore del Programma di riqualificazione urbana Reggiane / Santa Croce e mantiene un ruolo di regia nelle relazioni con Cassa depositi e prestiti, Regione Emilia-Romagna e Art-ER, oltre che con le imprese del territorio e gli investitori interessati alla rigenerazione.
Resta al centro del piano, infine, la dimensione sociale e ambientale, che ha caratterizzato l’intera esperienza del Parco Innovazione. Dalla Comunità energetica rinnovabile in via di definizione (con il 45% dei ricavi destinato a iniziative sociali per il quartiere) allo sviluppo delle cosiddette “Ramblas” e delle infrastrutture verdi che collegheranno il Parco Innovazione al resto della città, fino al progetto di mobilità leggera nato da un piano di spostamento casa-lavoro condiviso con tutte le organizzazioni presenti nell’area.
“Sostenibilità ambientale e sviluppo economico non sono due binari paralleli, ma la stessa direzione di marcia”, sottolinea Stu Reggiane: “È investendo su energia pulita, mobilità leggera e qualità urbana che il sistema Reggio può restare attrattivo per imprese e talenti nel prossimo decennio. Obiettivi che confermano l’ambizione di Stu Reggiane di generare valore non solo economico, ma anche urbano, ambientale e comunitario”.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu