La solidarietà verso le forze di polizia “è piena”, ma “è proprio nel loro interesse valutare i fatti e verificare se ci siano stati eventuali errori e responsabilità”: è questa la posizione del cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana), sul caso di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni morto lo scorso 19 luglio nel quartiere Pilastro, a Bologna, durante un intervento “contenitivo” da parte di due agenti della Polizia di Stato, inviati sul posto perché il quarantaduenne era in condizioni di forte agitazione.
In una lunga intervista al quotidiano dei vescovi Avvenire, Zuppi ha anche riconosciuto che “chi deve fronteggiare il complesso tema della sicurezza si trova spesso a farlo in condizioni difficili, imprevedibili, di grande tensione”; situazioni “che richiedono le indispensabili capacità dell’uso della forza, ma anche e soprattutto il controllo di questa”.






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