Bologna, disposta l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir

Abderrahim Fakir – AK

È iniziata nella mattinata di venerdì 24 luglio, al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, l’autopsia sul corpo di Abderrahim Fakir, l’uomo marocchino di 42 anni morto domenica 19 luglio in via Svevo, nel quartiere Pilastro, durante un intervento contenitivo della polizia.

L’esame autoptico è stato disposto dalla Procura di Bologna per chiarire le effettive cause del decesso del quarantaduenne: si procede nell’ambito del fascicolo per omicidio colposo che al momento coinvolge – non come indagati, ma come persone iscritte nel registro separato per le annotazioni preliminari – i due agenti della Polizia di Stato e i quattro operatori della Croce Rossa intervenuti sulla scena.

Sono quattro i consulenti nominati dalla Procura: il medico legale Valentina Bugelli, direttrice dell’Istituto di medicina legale di Parma, Cristina Basso, docente di Anatomia patologica dell’Università di Padova e direttrice dell’unità operativa complessa di Patologia cardiovascolare dell’Azienda ospedaliero-universitaria della città; Manuela Bonizzoli, specialista in Anestesia e rianimazione e in Cardiologia e direttrice delle Cure intensive dell’ospedale Careggi di Firenze; il tossicologo Luca Morini, dell’Università di Pavia.

I pubblici ministeri bolognesi hanno chiesto ai medici di procedere a esami istologici e tossicologici sulla salma di Fakir e di verificare la correttezza delle manovre rianimatorie eseguite dal personale sanitari intervenuto. I termini assegnati dalla Procura per l’autopsia sono di 90 giorni.



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