Ambiente, sottoscritto il Contratto di fiume “Valle dell’Enza”

valle del torrente Enza – ADBPO

Gestire in modo condiviso acqua, ambiente e territorio, mettendo in rete istituzioni, enti locali, associazioni, imprese e comunità per affrontare le sfide future: è questo l’obiettivo del Contratto di fiume “Valle dell’Enza”, sottoscritto giovedì 23 luglio a Mezzano Inferiore, che conclude il percorso partecipativo avviato nel 2023, dopo la firma del documento di intenti da parte di 52 soggetti pubblici e privati.

Il percorso è nato dalle esigenze emerse al Tavolo tecnico Enza, istituito dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po dopo la grave siccità del 2017, e si è sviluppato attraverso un confronto tra enti, associazioni e portatori di interesse del territorio per definire una strategia comune per la gestione sostenibile dell’intero bacino del torrente, che interessa le province di Parma e Reggio Emilia e si estende per circa 890 chilometri quadrati, dalla montagna fino alla confluenza nel Po.

Il Contratto di fiume si traduce in un Programma d’azione condiviso, che individua possibili linee di intervento per migliorare la qualità delle acque, rafforzare la sicurezza idraulica e valorizzare gli ecosistemi fluviali, attraverso azioni di riqualificazione fluviale integrata, recupero degli habitat naturali e soluzioni basate sulla natura per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.

A sottoscrivere il Contratto di Fiume sono stati l’assessora regionale all’ambiente Irene Priolo, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Alessandro Delpiano, i rappresentanti delle Province di Parma e Reggio, i sindaci e le sindache dei Comuni rivieraschi della Val d’Enza e i rappresentanti delle associazioni e degli altri enti aderenti al Contratto di fiume.

Per l’assessora Priolo “si tratta di un passo avanti verso una gestione sempre più condivisa della risorsa idrica e del territorio. I corsi d’acqua sono ecosistemi fragili, preziosi per la biodiversità e per la qualità della vita delle nostre comunità, ma anche luoghi identitari, che contribuiscono a definire il paesaggio e il valore dei nostri territori. Per questo è importante costruire una visione comune, attraverso il confronto e la collaborazione tra istituzioni, amministrazioni, associazioni, imprese, cittadine e cittadini”.

Ed è proprio da questo lavoro condiviso che è nato il Contratto di fiume della Val d’Enza, uno strumento, spiega ancora Priolo, “che tiene insieme conoscenza del territorio, programmazione e azioni condivise, accompagnandole con attività di formazione, educazione ambientale e valorizzazione. Le azioni saranno definite e realizzate insieme ai soggetti che hanno contribuito a definirle, perché la partecipazione non si conclude con la firma dell’accordo ma continua nella sua attuazione”.



C'è 1 Commento

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  1. Theodora

    Tutto bene, certamente, eppure ho la neanche tanto vaga impressione che ogni nuova associazione più o meno ambientale sia l’ennesimo rallentatore sulla via della diga di Vetto. Ai posteri…


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