Riceviamo e pubblichiamo in versione integrale questo intervento di Marco Eboli, presidente dell’associazione culturale Balder di Reggio Emilia.
I recenti furti e atti vandalici avvenuti nel cimitero Monumentale di Reggio Emilia hanno tristemente riacceso i riflettori sull’abbandono in cui si trovano, per responsabilità del Comune, i luoghi ove riposano i nostri cari.
Le civiltà antiche coltivavano il culto dei morti, quella contemporanea l’oblio.
L’assessore delegato alla Polizia mortuaria ha fatto dichiarazioni gravi. Ha detto che i proventi che il Comune incassa da servizi crematori, loculi e luci votive, e sono cifre importanti, non vengono reinvestiti nella cura dei 27 cimiteri cittadini. Perché ciò avviene, in base a quale considerazione e di chi è la decisione?
Faccio un esempio: per quanto riguarda le contravvenzioni al Codice della strada, esiste un obbligo di legge di investirne una percentuale in sicurezza stradale e parcheggi. Ebbene, per i cimiteri esiste un dovere morale e di civiltà non meno vincolante per la giunta e per il sindaco Massari.
L’abbandono del cimitero Monumentale, in particolare, è in contraddizione con l’azione stessa del Comune. Infatti sono organizzate dall’Ufficio turistico visite guidate su storia cittadina, architettura neoclassica e in particolare visite alle tombe di figure femminili ivi sepolte. Inoltre, solitamente in autunno, il Comune organizza la rassegna di musica, danza, teatro e visite denominata “Oltre”, sempre all’interno del cimitero Monumentale.
Ebbene, se il Comune riconosce il valore storico e artistico che il nostro cimitero Monumentale rappresenta, come può poi non destinare risorse per la sua custodia e cura? Esso è un museo a cielo aperto, e come per i Musei civici dovrebbe essere curato e tutelato.
Le razzie di questi giorni devono essere l’occasione, per la giunta guidata dal sindaco Massari, per una nuova politica di cura e tutela dei cimiteri cittadini, investendo prioritariamente, ma non solo, le risorse che incassa dai servizi cimiteriali e che inspiegabilmente non ha mai fatto.
Marco Eboli
presidente associazione culturale Balder






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