Un primo trimestre all’insegna della stabilità per l’industria manifatturiera reggiana

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In provincia di Reggio Emilia la manifattura ha chiuso il primo trimestre del 2026 con volumi produttivi sostanzialmente invariati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il fatturato ha fatto registrare un lieve incremento (+0,3%).

È questo il quadro che emerge dalle analisi dell’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui risultati dell’indagine congiunturale del sistema camerale sulle piccole e medie imprese, quelle fino a 500 dipendenti.

Esaminando i principali settori produttivi, il dato migliore per quanto riguarda la produzione è quello della ceramica (+5,9%), mentre le flessioni più consistenti riguardano il tessile (-3,9%), il comparto delle materie plastiche (-3,2%) e i prodotti elettrici/elettronici (-2,6%).

Sul fronte del fatturato, valori in crescita per la ceramica (un modesto +1% rispetto alla ben più consistente crescita dei volumi), l’agroalimentare (+0,8%) e il settore metalmeccanico (+0,6%); di segno opposto, invece, il bilancio delle materie plastiche (-3,5%), del tessile (-2,3%) e dei prodotti elettrici/elettronici (-1,8%).

La notizia migliore per la manifattura reggiana riguarda l’aumento del valore dell’export: fatturato estero in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, con un ruolo trainante del settore metalmeccanico, le cui esportazioni sono aumentate del 5,6%.

Il buon andamento delle relazioni con l’estero è confermato anche dagli ordinativi provenienti da oltre confine: +3,8%.

L’artigianato manifatturiero reggiano, invece, si discosta – in negativo – dai valori complessivi del settore: nel primo trimestre dell’anno ha accusato un calo della produzione del 2,8% e contrazioni del 2,6% sia per quanto riguarda il fatturati che gli ordinativi. Il fatturato delle imprese artigiane verso l’estero, se non altro, ha limitato i danni: “solo” -1,6%.



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