Novellara, spedizione punitiva al tempio sikh: pugni e coltellate, denunciate 5 persone

tempio Sikh Novellara – FBSN

I carabinieri hanno denunciato cinque persone per il pomeriggio di violenza dello scorso 12 luglio a Novellara, quando un uomo è stato brutalmente aggredito da un gruppo di familiari e conoscenti all’interno del tempio sikh di Novellara.

La vittima della spedizione punitiva è un operaio indiano di 46 anni residente a Fabbrico. Si trovava in una stanza al piano terra del tempio in compagnia di altri tre connazionali, quando all’improvviso ha fatto irruzione un gruppo di persone a lui ben note: il fratello maggiore, i due figli di quest’ultimo, un nipote e un amico, più altri uomini indiani ancora da identificare con precisione.

Senza dare al quarantaseienne il tempo di reagire, il gruppo si è avventato contro di lui: l’uomo è stato ripetutamente colpito alla testa con i kara, i tipici (e pesanti) bracciali in metallo della tradizione religiosa sikh, usati in questo caso come una sorta di tirapugni. Uno degli aggressori ha estratto anche un coltello, sferrando un fendente all’indirizzo del quarantaseienne, che nel disperato tentativo di difendersi ha istintivamente messo un braccio a protezione della faccia, rimanendo ferito alla mano destra.

Quando le altre persone presenti hanno lanciato l’allarme, gli assalitori si sono dileguati in fretta, allontanandosi dal tempio prima dell’arrivo dei carabinieri di Gualtieri e di Novellara.

La vittima è stata trasportata in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla, dove i medici hanno diagnosticato “plurime ferite da taglio e da percosse al cuoio capelluto” e “una profonda ferita al primo dito della mano sinistra”: la prima prognosi è di 15 giorni.

Il giorno dopo, il quarantaseienne si è presentato al comando dei carabinieri di Novellara per sporgere querela, squarciando il velo su una lunga e drammatica vicenda familiare: all’origine dell’agguato ci sarebbero dissidi con il fratello per questioni di natura economica.

Le indagini, supportate dalle testimonianze di chi si trovava nel tempio al momento dell’aggressione e dai riconoscimenti fotografici, hanno portato a identificare cinque dei componenti del gruppo responsabile della spedizione punitiva: sono tutti cittadini indiani, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, residenti nel Reggiano; sono stati denunciati con l’accusa di lesioni personali aggravate dall’uso delle armi e da più persone riunite in concorso.



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