Sono salite a 3.500 le persone che quotidianamente ricorrono ai servizi e alle strutture della cooperativa sociale reggiana Coress-Sai, una delle più importanti realtà di Confcooperative Terre d’Emilia nell’ambito dei servizi per persone con disabilità, anziani e in ambito educativo, con una larga prevalenza di minori.
Rispetto a due anni fa, quando avvenne la fusione delle due storiche cooperative sociali Coress e Sai, il numero degli utenti dei servizi e delle strutture di Coress-Sai è salito di oltre 300 unità: un dato che, come sottolinea il presidente Eduardo Raia, “da una parte evidenzia il valore crescente della nostra presenza nelle comunità locali, ma contemporaneamente sottolinea un estendersi delle condizioni di fragilità che gravano sulle persone e richiedono un rafforzamento complessivo del sistema di welfare”.
Coress-Sai conta oggi 542 dipendenti, 170 dei quali soci-lavoratori, con una presenza femminile all’82%. La cooperativa è presente nel territorio reggiano con 29 strutture: nove centri diurni e residenziali per disabili, sette residenze per anziani, otto strutture per attività socio-occupazionali e l’housing sociale, quattro centri educativi pomeridiani e un nido d’infanzia.
A queste strutture, aggiunge Raia, “si affianca un’ampia rete di servizi domiciliari e territoriali che coinvolgono centinaia di persone e di famiglie in percorsi che riguardano il disagio psichico, i minori con disturbo dello spettro autistico e fragilità intellettive, l’assistenza infermieristica agli anziani, il sostegno alla genitorialità, gli aspetti educativi, l’autonomia e l’inclusione sociale e lavorativa”.
L’obiettivo, spiega il presidente di Coress-Sai, “è quello di costruire un vero welfare comunitario, cioè un modello sociale e di prossimità che superi le aride e mortificanti logiche prestazionali e assistenzialistiche; insieme a tutti i partner pubblici e alle diverse esperienze del privato sociale che operano nel territorio, è necessario far sì che i più fragili siano al centro di ‘comunità curanti’, in cui tutti gli attori locali si sentono mobilitati per superare il rapporto ‘utente-fornitore’ di servizi e prestazioni”.
È in questa logica di attenzione alla persona che nel 2025 Coress-Sai ha guardato anche oltre i confini locali, sostenendo il progetto “Rigenera Palestina – Oltre l’emergenza”, promosso dall’Ordine degli architetti di Reggio Emilia e finalizzato alla rigenerazione urbana e sociale della municipalità di Ain Arik, in Cisgiordania.
Chiuso il bilancio 2025 con un valore della produzione salito a 17,7 milioni di euro (+3,3%), per Coress-Sai è ora il tempo di nuovi investimenti.
“Nell’arco di un anno”, anticipa Raia, “realizzeremo investimenti per oltre cinque milioni di euro che riguarderanno, in particolare, l’area dei servizi agli anziani, con la riqualificazione e l’acquisizione di strutture residenziali che andranno a rafforzare le possibilità di accoglienza sia nel nostro territorio che nella vicina Lombardia”.
Pur valutando con soddisfazione i risultati del bilancio 2025 e la “rafforzata capacità di investimento in strutture e servizi legata alla fusione tra Coress e Sai”, Raia non nasconde comunque preoccupazioni sul futuro dei servizi di welfare.
“La mancanza di personale qualificato”, ha sottolineato durante l’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio, “è ormai una crisi irreversibile del nostro settore. Senza un intervento significativo e urgente delle istituzioni, il rischio è quello di non poter arrivare a tutti quelli che sono in condizione di bisogno, nonostante gli impegni straordinari di una cooperazione che ha creato tanti nuovi servizi e strutture”.






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