“Scommessa collettiva”, c’è anche una coppia modenese nella rete di Adinolfi: spariti 80.000 euro

Mario Adinolfi – FBMA

Con il passare dei giorni continuano a spuntare testimonianze di persone finite nella rete della “Scommessa collettiva”, il sistema di (presunti) investimenti ideato dal giornalista, volto televisivo, ex deputato e fondatore del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi, finito agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa ed evasione fiscale dopo un’indagine della Procura di Roma sul circuito di raccolta fondi da privati da lui stesso messo in piedi.

Agli investitori venivano prospettati rendimenti mirabolanti legati alle scommesse sportive, con minimi garantiti e un rischio – a suo dire – praticamente inesistente.

La realtà, però, a quanto pare era ben diversa. Sono ormai numerose le testimonianze in tal senso: tra le persone che non hanno ancora visto tornare indietro i propri soldi c’è anche una coppia di pensionati modenesi, che avrebbe affidato ad Adinolfi poco meno di ottantamila euro, derivanti dalla vendita di un’attività agricola.

“È una persona che stimavamo, pensavamo fosse la più corretta di questo mondo viste le idee che esprimeva e che ci incontravano abbastanza”, racconta la pensionata modenese al Resto del Carlino: “Un cattolico che commentava il Vangelo per radio, che sottolineava sempre la vicinanza alla famiglia: per questi valori incontrava la nostra stima”.

La coppia emiliana seguiva Adinolfi su Radio Maria, ma anche sul canale YouTube e su Facebook; proprio sul social di Meta il fondatore del Popolo della Famiglia, tra i vari interventi politici e i commenti sull’attualità, ha pubblicato un post sulla “Scommessa collettiva”, ed è così che ha “agganciato” i pensionati modenesi.

“Lo abbiamo contattato, ci ha proposto l’investimento e da inesperti ci siamo caduti”, ammette ora la donna: una decina di bonifici, a partire dal 2022, per un esborso totale attorno agli ottantamila euro. Fino a lì, tutto sembrava andare liscio: ma è quando la coppia ha iniziato a chiedere conto dei soldi “investiti” che sono iniziati i problemi: “Ha iniziato a dirci che ci volevano novanta giorni e altre scuse: ci ha additato come ‘avidi’. Il fatto che fosse così esposto, dichiarandosi quasi salvatore del mondo, ci aveva convinto. Ad oggi continua a dichiarare che è tutto falso; che faccia tosta”.

Lo scorso febbraio, una volta che la situazione si è mostrata in tutta la sua chiarezza, la coppia modenese ha sporto denuncia ai carabinieri.



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