Contestualmente all’approvazione del Piano economico-finanziario relativo al servizio di raccolta dei rifiuti del bacino Iren di Reggio Emilia per il biennio 2026-2027, che prevede un aumento medio dei costi di gestione del 4,6% rispetto al 2025, il Consiglio locale e il Consiglio d’ambito di Atersir (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) hanno anche concordato sulla necessità di aprire un confronto con la Regione Emilia-Romagna e con il governo nazionale affinché venga riconosciuto il merito dei territori – come appunto quello di Reggio Emilia – che ottengono i migliori risultati nella raccolta differenziata.
A questo proposito è stata avanzata una richiesta di incontro all’assessora regionale all’ambiente Irene Priolo e sarà promosso un confronto con il Ministero dell’Ambiente per chiedere di introdurre meccanismi premiali a favore dei Comuni e dei cittadini più virtuosi.
“Quando aumentano inflazione, carburanti e costo del lavoro nessun amministratore può far finta che il problema non esista”, commenta Davide Prandi, assessore alla cura della città del Comune di Reggio Emilia con delega alla gestione dei rifiuti: “La politica, però, può scegliere se scaricare tutto sui cittadini oppure assumersi la responsabilità di contenerne gli effetti”.
Per Prandi il lavoro svolto dal Consiglio locale e dal Consiglio d’ambito “va esattamente in questa direzione. Abbiamo mantenuto gli investimenti necessari a migliorare il servizio contenendo gli effetti del caro prezzi. Allo stesso tempo continuiamo a rafforzare le politiche redistributive: oltre ottomila famiglie nel solo comune di Reggio Emilia riceveranno automaticamente un sostegno economico sulla tariffa rifiuti. È una scelta politica precisa: chi attraversa maggiori difficoltà deve essere aiutato nell’accesso ai servizi essenziali”.
Ora, però, c’è da fare un passo in più: “Chiediamo che Regione e governo riconoscano il merito delle comunità che fanno bene la raccolta differenziata. La sostenibilità deve diventare anche una leva di giustizia e di equità. Chi fa bene deve essere sostenuto di più. I cittadini reggiani stanno facendo uno sforzo importante e il sistema pubblico deve continuare a riconoscere e premiare questo impegno”.
Una richiesta supportata dai dati: secondo le ultime rilevazioni dell’Ispra, la provincia di Reggio raggiunge l’84,3% di raccolta differenziata, ben al di sopra della media regionale (78,9%) e nazionale (67,7%), con circa 657 chilogrammi pro capite di rifiuti differenziati e appena 120 kg di rifiuto indifferenziato per abitante.






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