Reggio, residenti contro il Comune per la nuova antenna 5G sul traliccio del Mirabello

cantiere antenna Iliad comitato residenti via Mirabello Reggio Emilia – CRVM

A Reggio Emilia non si placa la protesta di chi abita attorno allo stadio Mirabello per l’installazione di una nuova antenna 5G di Iliad per la telefonia mobile: i residenti sono passati alle vie legali notificando al Comune una formale diffida con richiesta di sospensione dei lavori, firmata in poche ore da oltre 50 persone, in rappresentanza delle circa 120 famiglie della zona.

Il comitato spontaneo di cittadini ricorda la genesi della vicenda: in passato, i gestori telefonici avevano tentato di installare impianti simili direttamente sui tetti dei palazzi del quartiere, ricevendo però un netto rifiuto da parte delle varie assemblee condominiali. Una volta incassato il “no” dei residenti, Iliad ha aggirato l’ostacolo rivolgendosi direttamente al Comune e ottenendo il permesso di riconvertire uno dei tralicci a cui è agganciato il sistema di illuminazione del campo da gioco.

Il cantiere per la nuova antenna 5G di Iliad in via Mirabello a Reggio Emilia
“Siamo di fronte a una scelta aggressiva”, denunciano i rappresentanti del comitato, “perché un’antenna posizionata sulla torre faro, a soli 20 metri in linea d’aria dalle finestre e dai balconi, colpirà frontalmente e in modo diretto gli appartamenti. Questa decisione vìola palesemente tutti i criteri di minimizzazione del rischio e di tutela della salute stabiliti dai regolamenti ambientali, aggravando un effetto cumulo inaccettabile visto che lo stadio ospita già un’altra mega-antenna attiva sul lato opposto”.

All’angolo tra la tribuna dello stadio e viale Olimpia, in effetti, è già operativo un altro ripetitore per la telefonia mobile. I cittadini contestano con forza “il mancato calcolo del rischio sanitario complessivo: la sovrapposizione delle onde di due impianti gemelli montati sullo stesso perimetro dello stadio rischia di far impennare i valori di campo elettromagnetico ben oltre la soglia cautelativa dei 15 V/m (Volt su metro) prevista dalla legge italiana. Il pericolo reale si verificherà nei momenti di massimo traffico e massima potenza teorica simultanea dei due impianti, sparando onde d’intensità insostenibile direttamente sulle facciate dei palazzi residenziali”

Con la diffida depositata in Comune, i firmatari chiedono la sospensione immediata del cantiere (l’ordinanza di modifica alla viabilità ha come data di scadenza il prossimo 3 luglio) e un accesso agli atti per analizzare le relazioni tecniche del progetto.

Il comitato di cittadini ha annunciato che si attiverà anche nei confronti di Arpae Emilia-Romagna per pretendere “una verifica indipendente dei calcoli di emissione sul cumulo dei due impianti”.

I residenti di via Mirabello si dicono pronti a procedere senza ulteriore preavviso tramite ricorso d’urgenza alla magistratura civile e al Tar dell’Emilia-Romagna per annullare le autorizzazioni concesse: temono ripercussioni sulla salute ma anche una svalutazione commerciale delle proprie abitazioni, “stimata dai periti tra il 10% e il 20% del valore patrimoniale”.



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