Mercoledì 24 giugno c’era anche l’ex consigliere comunale reggiano Marco Eboli (oggi presidente dell’associazione culturale Balder) tra le tante persone che si sono date appuntamento davanti al carcere di Rebibbia, a Roma, per assistere alla scarcerazione dell’ex sindaco della capitale Gianni Alemanno, che ha finito di scontare una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione per traffico di influenze.
“Finalmente libero, l’amico Gianni Alemanno è riuscito a fare anche dell’esperienza dolorosa e ingiusta del carcere un motivo di impegno politico e sociale”, commenta Eboli: “Non per ottenere benefici personali, ma a favore di coloro che in carcere non riescono a usufruire dei benefici di legge nemmeno per curarsi, o essere scarcerati, come nel caso della grazia ottenuta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella da un detenuto di 88 anni”.
La ragione, secondo Eboli, “è sempre la stessa: una burocrazia elefantiaca che penalizza sia i carcerati che le guardie carcerarie. Un’emergenza che il governo Meloni dovrà affrontare urgentemente perché la garanzia della pena e della sicurezza non è in contraddizione con la garanzia di una vita carceraria che rispetti sempre la dignità umana”.
In ogni caso, aggiunge Eboli, “ho rivisto Gianni, visibilmente provato dalla detenzione ma forte nello spirito e nella volontà di un nuovo impegno politico”. Impegno che però li vedrà schierati su fronti diversi: Alemanno, infatti, ha aderito al percorso di Futuro Nazionale, al fianco di Roberto Vannacci, mentre Eboli conferma l’intenzione di restare iscritto a Fratelli d’Italia.
“Non saremo insieme nella sua nuova avventura, io resto in Fratelli d’Italia, ma ciononostante”, annuncia Eboli, “sarà mio ospite come amico e autore di uno dei due suoi libri, quello sulla sua esperienza carceraria e quello che sta già scrivendo, autobiografico”.
L’appuntamento è per il prossimo autunno a Reggio: Alemanno sarà il protagonista di un’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Balder.






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