I carabinieri di Castelnovo di Sotto hanno rintracciato e tratto in arresto l’uomo di 54 anni che la settimana scorsa, due giorni dopo essere stato scarcerato per andare ai domiciliari, ha impugnato un grosso coltello da cucina e ha iniziato a rincorrere e minacciare di morte la moglie e il figlio.
Il magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia, alla luce delle ripetute violazioni e della pericolosità sociale dell’uomo, ha sospeso con un decreto d’urgenza la misura degli arresti domiciliari, ordinando il suo immediato trasferimento in un istituto penitenziario.
Il cinquantaquattrenne, dunque, torna in cella per scontare una condanna definitiva a suo carico (per altri fatti precedenti) che prevede la fine della pena a settembre 2029.
Nella serata di giovedì 18 giugno aveva già iniziato a manifestare una certa aggressività, distruggendo arredi di casa e minacciando gli altri componenti della famiglia: era ossessionato dal sospetto che la moglie lo avesse tradito durante il suo periodo di detenzione, e accusava anche il figlio per una presunta “complicità” nella vicenda.
Il culmine, però, è arrivato la mattina dopo: l’uomo ha impugnato un grosso coltello da cucina e ha iniziato a rincorrere la moglie e il figlio. I due, per salvarsi, sono stati costretti a scappare a piedi nei campi circostanti, e solo il fatto che il cinquantaquattrenne a un certo punto sia scivolato in un fosso ha evitato che le conseguenze del folle inseguimento fossero decisamente peggiori.
Pochi minuti dopo, sul posto sono arrivate le pattuglie dei carabinieri della stazione di Gattatico e della Sezione radiomobile di Guastalla, che hanno trovato l’uomo ancora in mezzo alla strada, con il coltello in mano e in evidente stato di agitazione. Nonostante la presenza dei militari, il cinquantaquattrenne ha continuato a minacciare di morte i familiari: “Vi ammazzo, vi sparo con una pistola!”. Dalla successiva perquisizione, in effetti, è emersa – nascosta sotto una cassetta porta attrezzi – una busta di cellophane con dentro una pistola a tamburo marca Python calibro 38: l’arma, un modello a salve ma senza il tappo rosso previsto dalla legge, caricata con sei proiettili, è stata immediatamente sequestrata.
Mentre veniva accompagnato in caserma per accertamenti, l’uomo ha anche colpito ripetutamente la cellula di sicurezza dell’auto dei carabinieri con testate e pugni, ferendosi al sopracciglio e alle mani. Una volta riportata la situazione alla calma, l’uomo è stato arrestato con l’accusa di evasione, minaccia aggravata e maltrattamenti in famiglia.
Ora, dopo la decisione del magistrato di sorveglianza, per l’uomo si sono riaperte le porte del carcere di Reggio. Inizialmente il cinquantaquattrenne era stato inserito nel programma di affidamento in prova ai servizi sociali, ma la misura era stata poi sostituita con quella degli arresti domiciliari dopo che l’uomo era stato individuato come il sospetto responsabile di un furto su un’auto denunciato lo scorso aprile. Dopo gli ultimi fatti, però, è arrivato un ulteriore aggravamento delle misure a suo carico.






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