“Matteo Salvini agli Interni”: è decisamente autoesplicativa, fin dal nome, la mobilitazione regionale organizzata dalla Lega che coinvolgerà tutte le province emiliano-romagnole nel weekend del 20 e 21 giugno. L’iniziativa vedrà la partecipazione di dirigenti, amministratori e militanti della Lega: saranno organizzati gazebo informativi e momenti di confronto con i cittadini per presentare i contenuti della campagna e raccogliere osservazioni, proposte e contributi provenienti dal territorio.
L’obiettivo è quello di riportare il leader del Carroccio al Viminale, e forse anche di dare uno scossone a un partito che sembra in affanno dopo l’irruzione sulla scena di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico di Roberto Vannacci.
A Reggio Emilia la campagna è stata presentata da Roberto Salati, segretario provinciale del Carroccio, che ha sottolineato l’importanza della mobilitazione sul territorio “per riportare al centro del dibattito pubblico i temi della sicurezza, del contrasto all’immigrazione illegale, del rispetto della legalità e la tutela delle forze dell’ordine”.
Daniela Spaggiari, da poco eletta segretaria cittadina della Lega reggiana, ha evidenziato il valore del confronto diretto con la cittadinanza attraverso i gazebo e le iniziative previste nel fine settimana, “un’importante occasione di dialogo e partecipazione”.
Alessandro Rinaldi, consigliere comunale leghista a Reggio e coordinatore della Lega Giovani Emilia, ha richiamato il ruolo delle nuove generazioni nella vita politica e amministrativa, sottolineando la necessità di coinvolgere sempre più giovani nel confronto sui temi della sicurezza e della tutela del territorio.
Per Matteo Rancan, segretario regionale della Lega Emilia, “le attuali sfide in materia di sicurezza e immigrazione richiedono una guida politica forte al Ministero dell’Interno, ricordando i risultati ottenuti durante il precedente mandato di Salvini al Viminale”.
La Lega emiliana, in ogni caso, ci tiene a salvare almeno le apparenze, sottolineando come la mobilitazione “non rappresenta una contrapposizione personale nei confronti dell’attuale ministro dell’Interno” Matteo Piantedosi, “ma una proposta politica volta a rafforzare l’azione del governo su temi considerati prioritari per il Paese”.






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