“Il femminicidio non esiste”, il Pd contro Vannacci: “Cinismo e arretratezza culturale”

Roberto Vannacci assemblea costituente Futuro Nazionale – FBFN

Il Partito Democratico di Reggio Emilia contesta duramente le frasi sul femminicidio pronunciate da Roberto Vannacci durante l’assemblea fondativa di Futuro Nazionale a Roma: “Sono sconcertanti e lasciano sbigottiti per la miopia, il cinismo e l’arretratezza culturale che le contraddistingue”, commenta la segreteria reggiana del Pd.

Il leader della nuova formazione politica di destra, intervenendo dal palco dell’Auditorium della Conciliazione, aveva detto che il reato di femminicidio introdotto lo scorso anno in Italia “è un’assurdità” perché “è un omicidio come tutti gli altri”: “Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”. Poi, incalzato dai cronisti al termine dell’evento, era stato ancora più definitivo: “Il femminicidio non esiste”.

Per il Pd reggiano, però, “dire che il femminicidio non esiste perché uccidere una donna in quanto donna è un omicidio come tutti gli altri significa negare sia la gravità del fenomeno della violenza maschile contro le donne sia le motivazioni e le pulsioni del tutto peculiari che ne sono alla base”.

Nel solo quadriennio 2022-2025, ricorda il partito emiliano, sono state 465 le donne uccise in Italia dal proprio partner o ex partner, “un fenomeno allarmante che non sembra conoscere significative flessioni e che rappresenta una delle piaghe più preoccupanti e vergognose della società contemporanea”.

Ma “a rendere del tutto peculiare questo fenomeno criminale non sono solo i numeri, ma anche, e soprattutto, le motivazioni che lo determinano”, secondo la segreteria provinciale del Pd di Reggio: “Sono la volontà di dominio e di prevaricazione, il senso patologico del possesso, l’incapacità di gestire emotivamente un rifiuto o un abbandono che spingono di volta in volta troppi uomini a reagire con violenza, spingendosi sino all’atto estremo dell’uccisione della propria partner o ex partner”.

A rendere “del tutto specifico” e “particolarmente grave” il fenomeno del femminicidio, dunque, “non è solo il genere della persona uccisa, ma sono i moventi che ne sono all’origine. Ecco perché occorre distinguere tale fenomeno criminale da altre tipologie di omicidio: per renderlo il più possibile visibile e per prevenirlo e combatterlo più efficacemente, anzitutto sul piano pedagogico e culturale”. Per il Pd è esattamente ciò che è stato fatto con l’approvazione della legge 2 dicembre 2025, n. 181, che ha introdotto nel Codice penale italiano il reato di femminicidio.

“Negare la portata e le cause del tutto peculiari dei femminicidi significa sottovalutare ottusamente un fenomeno particolarmente grave e strutturale, sminuendo l’operato di tutti quei soggetti (operatori di giustizia, familiari di vittime, associazioni, centri antiviolenza) che ogni giorno si adoperano per prevenirne e contrastarne gli effetti”.

Se poi alle frasi di Vannacci sul femminicidio si aggiungono quelle sul cosiddetto “reddito produttivo di maternità”, che consenta “alle donne di fare figli lasciando posti liberi per gli uomini che sono a casa”, per il Pd reggiano il quadro è completo: “Possiamo ben comprendere qual è la visione vannacciana del ruolo della donna nella società: un mero strumento procreativo o riproduttivo, la cui unica funzione è fare figli. ‘La guerra sta all’uomo come la maternità alla donna’, affermava spesso Mussolini. Quella di Vannacci, nella sua sconcertante rozzezza, è un’idea molto simile”.



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