Dallo scorso febbraio, dopo una denuncia per atti persecutori e minacce, era sottoposto al divieto di avvicinamento alla sua ex fidanzata, che gli imponeva di mantenere una distanza di almeno 2.000 metri dalla casa di quest’ultima e dai luoghi da lei abitualmente frequentati; a questo si aggiungevano il divieto assoluto di comunicare con la vittima e il braccialetto elettronico, a vigilare sul rispetto delle prescrizioni del giudice.
Tutto inutile, però: come hanno documentato i carabinieri, infatti, in pochi mesi il ventiseienne ha violato ripetutamente tutte le disposizioni a suo carico. In particolare, è riuscito a far recapitare all’ex fidanzata messaggi intimidatori nei quali esprimeva chiari intenti di vendetta, a prescindere dalle conseguenze penali: “Se devo andare in carcere per te ci vado, quanto è vero iddio ti faccio paura?”, ha scritto il ventiseienne, intimando anche alla vittima di “non mettere più piede a Reggio Emilia […] se no vado in carcere diretto”. In almeno due occasioni, poi, il giovane uomo si è presentato sotto l’abitazione della ragazza, urlando.
I carabinieri hanno raccolto i messaggi minatori e le testimonianze di chi l’aveva visto sotto la casa dell’ex fidanzata, allegando il tutto alla dettagliata segnalazione inviata alla Procura di Reggio Emilia. Il giudice per le indagini preliminari, preso atto delle gravi violazioni dell’indagato, ha sostituito l’evidentemente inefficace divieto di avvicinamento con il carcere: i carabinieri, a quel punto, hanno rintracciato e arrestato il ventiseienne, che è stato portato nella casa circondariale di Reggio.







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