Claudio Guidetti, segretario di Azione a Reggio Emilia, rilancia la richiesta di chiarimenti sull’evento musicale in programma a luglio al Campovolo, e non senza una vena polemica: “Il 2 aprile l’amministrazione comunale lo definiva un evento privato, diventando impermeabile alle domande che in città arrivavano da ogni lato. Il 22 maggio, invece, il sindaco ha iniziato a porre i giusti quesiti agli organizzatori del festival: già Hellwatt, già Summer Show, ora Pulse of Gaia. Vorremmo sapere cos’è successo, cosa ha prodotto questo cambio di passo. Perché mancano 42 giorni alla partenza dello show e l’immagine di Reggio nel mondo, diciamolo, non è uscita nel migliore dei modi”.
“Siccome in città la classe politica, a cominciare dai partiti a due cifre percentuali, si è riunita dietro l’interrogazione al Senato presentata da Carlo Calenda, e ora dal sindaco al consiglio comunale tutti chiedono al ministro dell’Interno di dire la sua su Kanye West, Azione a ogni livello ha il diritto e il dovere di continuare a indagare a fondo”, secondo Guidetti.
Ma, prima ancora della politica, “viene la sicurezza delle persone: del pubblico, dei cittadini, dei lavoratori. Per questo chiediamo formalmente al sindaco e all’amministrazione se sia stato depositato il piano per la sicurezza previsto dalle normative vigenti. Lo chiediamo perché assistiamo a una carambola di comunicati in cui ci si spiega la filosofia del nome Gaia ma, con una certa arroganza, l’organizzazione del festival non entra nei dettagli operativi. Azione, lo dico chiaramente, non ha intenzione di assumere una postura genuflessa di fronte a chicchessia: vuole semplicemente risposte per Reggio e per i reggiani. Vogliamo che le cose siano fatte bene, con responsabilità, competenza ed esperienza adeguata”.
Secondo Guidetti, “dando per buone le cifre riportate dalla stampa, finora unica alleata dei cittadini nel fare luce in mezzo a tanta confusione, è necessario sapere anche come mai un investimento artistico che si avvicina ai 40 milioni di euro (importo che si è ascoltato dalle indiscrezioni e dagli interventi dei giornalisti, e non ufficiale) continui a essere gestito in modo padronale e poco rispettoso verso chi, con le proprie tasse, ha finanziato la realizzazione della Rcf Arena e ne permetterà lo svolgimento in sicurezza. Crediamo sia necessario tornare davanti ai cronisti e alle istituzioni, rispondendo una volta per tutte alle domande e permettendo alla città di diventare finalmente consapevole – e poi, casomai, orgogliosa – di quello che sta per accadere al Campovolo”.
Un lavoro “che il nostro partito, dalla segreteria provinciale passando per quella regionale e per finire a quella nazionale, con il suo leader in testa, ha fatto in assoluta solitudine”, rivendica Guidetti, “prendendo le basi dalla mancata informazione e coinvolgimento ai livelli politici e amministrativi che avrebbero dovuto essere propri. È una questione di rispetto. Anche verso le istituzioni che il 12 febbraio, nella Sala Rossa del Comune, si erano accomodate mettendoci la faccia e senza ‘purtroppo’ farsi troppe domande”.
A maggior ragione, aggiunge il segretario provinciale di Azione, “troviamo al limite dell’incredibile che una serie di personalità e istituzioni di primissimo piano abbiano chiesto da oltre un mese di riflettere sulla compatibilità di Kanye West con Reggio Emilia e tutte, proprio tutte, siano state rimbalzate: il presidente della Regione, il presidente di Casa Cervi, la Comunità ebraica, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, il sindacato Cisl Emilia Centrale con la segretaria Rosamaria Papaleo e molti altri ancora”.
Per questo, secondo Guidetti, “non è secondario chiedersi, ed è questo il punto politico, come mai il sindaco ora esiga che il ministro Piantedosi si sbrighi a rispondere all’interrogazione del nostro senatore Calenda, l’unico a essersi attivato in solitudine e nel silenzio totale del Partito Democratico, quando bastava che il sindaco, di suo pugno e su carta intestata e con il coinvolgimento dei parlamentari del Pd, che non sono stati attivati, rivolgesse per tempo e direttamente la stessa domanda al ministro. Se questo ravvedimento nasce dalla convinzione sincera che West, bipolare o no, malato o no, sia stato un errore per Reggio, lo si dica. Oppure si dica che tutta questa fretta nasce con l’obiettivo di ottenere da Roma un assist utile ai fini della gestione contrattuale con l’artista, e in questo senso ognuno si assume le proprie responsabilità politiche e amministrative”.
Azione, conclude Guidetti, “dall’esterno del consiglio comunale con la propria attività ha dettato l’agenda su West e intende accendere per bene i riflettori sulla situazione; si è mostrata per l’ennesima volta l’unica forza politica riformista e liberale del centrosinistra locale impegnata e determinata nel ridare equilibrio politico con la propria oggettiva esperienza economica, politica e amministrativa alla coalizione nel trattare temi con caratteristiche imprenditoriali pubbliche per la città”.







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