Ad Arceto un impianto fotovoltaico da un milione di euro per Emilia Wine

impianto fotovoltaico Emilia Wine Arceto – CCRE

È un investimento sulla sostenibilità e sul risparmio energetico che sfiora il milione di euro quello messo in campo da Emilia Wine, una delle più rilevanti strutture vitivinicole del sistema Confcooperative Terre d’Emilia, che ha dotato il suo stabilimento di Arceto di Scandiano – dove la cooperativa reggiana (che conta 602 soci) ha la sua sede principale – di un nuovo impianto fotovoltaico.

L’impianto, collocato sul tetto della struttura, sarà inaugurato sabato 16 maggio alle 10: esteso per 2.200 metri quadrati e realizzato con un contributo dell’80% legato ai fondi del Pnrr – Parco Agrisolare, ha una potenza di 518 kWp, un sistema di accumulo da 112 kWh e dispone di 1.080 moduli fotovoltaici.

All’inaugurazione interverranno il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi e il direttore di Confcooperative Agroalimentare Emilia-Romagna Paolo Bono; saranno presenti anche il sindaco di Correggio Fabio Testi e il deputato reggiano Andrea Rossi, componente della commissione agricoltura della Camera.

Davide Frascari, presidente di Emilia WineSi tratta di un’opera, sottolinea il presidente di Emilia Wine Davide Frascari, “che avrà un impatto importante sulla riduzione dei costi energetici legati alla nostra attività, ma, al tempo stesso, è un altro segno tangibile degli impegni dei cooperatori e del sistema agroalimentare per assicurare quella sostenibilità dello sviluppo che chiama in causa tutte le imprese e, a maggior ragione, chi lega la generazione di reddito all’agricoltura”.

Anche la Regione Emilia-Romagna, ricorda Frascari, “ci ha molto sostenuto nel progetto che abbiamo portato a compimento e che vuole anche essere un segnale di fiducia per i viticoltori in un momento sicuramente complesso per il nostro settore”.

Al di là del dato generale, che evidenzia un progressivo calo dei consumi, il presidente di Emilia Wine sottolinea come siano i lambruschi, in particolare, “a scontare da anni quotazioni che non assicurano più la copertura dei costi di produzione; le strutture, conseguentemente, richiedono ammodernamenti che consentano di ridurre i costi, ma credo che sia anche necessaria una riorganizzazione del settore per puntare a riportare redditività all’interno del settore vitivinicolo locale”.

In questo senso, conclude Frascari, “alle cantine sociali compete un ruolo di particolare responsabilità, legato a un’incidenza sulla produzione di vini reggiani che si attesta al 90%, all’essere punto di riferimento per migliaia di produttori e alla possibilità di agire in quella logica di rete che è sostenuta da valori e obiettivi comuni”.



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