Il discorso pronunciato sabato scorso dal sindaco di Reggio Emilia Massari durante le celebrazioni del 25 Aprile ha irritato, oltre ai consiglieri comunali reggiani di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, anche quelli della lista civica Per Reggio Emilia Giovanni Tarquini e Carmine Migale, secondo i quali il primo cittadino “ha perso un’altra buona occasione per tacere”.
Il motivo? “Con una forzatura intrisa di ideologia e ipocrisia, ha approfittato del palcoscenico della commemorazione ufficiale dei caduti per la libertà per sottolineare l’ulteriore motivo di festeggiamento: la vittoria dei No al recente referendum che, a suo dire, hanno difeso la Costituzione”.
In un passaggio del suo discorso istituzionale, in effetti, Massari ha detto: “Quest’anno celebriamo qualche cosa di più: la vittoria del ‘no’ al referendum. Questo voto, espresso al di là e al di fuori dei tecnicismi, ha evidenziato una chiara volontà politica di difendere la Carta costituzionale da norme che possono violarla nella forma e nella sostanza, e la sorpresa per noi più dolce è stata che la maggioranza dei giovani votanti si è schierata a difesa della stessa”.
Secondo Tarquini e Migale, dunque, “nella sua (di Massari, ndr) visione ideologica e manipolatoria chi ha votato Sì avrebbe voluto violare la Costituzione: una convinzione che sottolinea la sua gravissima mancanza di cultura giuridica e politica finalizzata, più o meno consapevolmente, a confondere il pensiero dei giovani e a dissuaderli dal sostenere le proprie idee per portare il Paese nella modernità al pari dei più evoluti Stati europei. Ma non solo: ancora una volta, il sindaco Massari ha dato prova di ignorare il valore del libero esercizio del diritto di voto, quale massima espressione della democrazia, e peggio, dimentico della carica pubblica che ricopre, si è permesso di demonizzare coloro che la pensano diversamente dal Massaripensiero. Un ulteriore atto di prepotenza istituzionale che non ha pari nella storia della nostra città. Ennesimo esercizio di demagogia, rivelatore di arroganza, supponenza e presunzione. Esattamente l’opposto di ciò che dovrebbe rappresentare un sindaco per tutti i suoi cittadini”.
“La Reggio Emilia che pensa e che lavora, quella democratica del vero e nobile comunismo su cui ha costruito la propria storia e quella delle forze liberali che hanno costruito il benessere della città, deve reagire e mandare a casa chi non è in grado di rispettare le opinioni di tutti”, aggiungono Tarquini e Migale: “Qui davvero si tratta di ristabilire la vera democrazia, quella che è stata costruita con la lotta di liberazione e che è consacrata nella Costituzione; quella che con la festa del 25 aprile si celebra in tutto il Paese. Da ultimo, noi abbiamo votato convintamente Sì al referendum, per sostenere una riforma di civiltà e di modernità che la separazione delle carriere dei magistrati può garantire e continueremo a farlo; ma non contro Massari e tutti quelli come lui, bensì a favore dei cittadini e a garanzia dei loro diritti”.






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