In questi giorni post-pasquali si è riaccesa la polemica sulla situazione del centro sociale Laboratorio AQ16, dopo che – grazie a un accesso agli atti – Fratelli d’Italia ha ottenuto il testo della relazione stilata dai tecnici del Comune di Reggio Emilia dopo un sopralluogo effettuato a gennaio nel capannone di via Fratelli Manfredi: dal documento emergono riscontri di numerose irregolarità e criticità, soprattutto sotto il profilo della sicurezza.
Ma lo scontro è anche politico, con un botta-e-risposta a distanza tra la destra reggiana e il centro sociale che va avanti da settimane, sia in consiglio comunale che, soprattutto, sui social.
L’ultima mossa, in ordine di tempo, è di AQ16, che sul suo profilo Facebook ha attaccato frontalmente il capogruppo reggiano di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga: “Deve essere proprio misera la vita di un ex carabiniere che passa le sue giornate a spiare giovani di venti anni che si impegnano quotidianamente per dare impulso a socialità e momenti di incontro tra chi vive la città, invece che sproloquiare sui social terrorizzando chi legge e guarda le immagini truci prodotte con l’AI, come fa ultimamente il consigliere Paglialonga. Basta guardare il post di due giorni fa, in cui propone il teorema di un fantomatico complotto dell’amministrazione comunale, affiancando una foto prodotta digitalmente volta a terrorizzare i propri destinatari, che magari non hanno strumenti per comprendere che è tutta propaganda volta unicamente a impaurirli”.
Secondo il centro sociale “è da marzo (da quando il consigliere di Fratelli d’Italia e la destra hanno iniziato la loro campagna diffamatoria verso AQ16) che vengono fatte continue segnalazioni ai vigili urbani – da loro stessi o dai loro followers –, costretti a passare e constatare il nulla rispetto agli strali e le grida di allarme rosso lanciate dallo stesso consigliere”.
L’accusa è chiara: “Il consigliere Paglialonga e i ‘minions’, che ha scatenato attraverso la sua campagna dai toni arroganti e infamanti, stanno facendo di tutto per far saltare il processo di riconoscimento del centro sociale AQ16, non perché ci tengano alla ‘messa in sicurezza dello spazio’, come hanno dichiarato in consiglio comunale con disgustoso paternalismo, intimiditi forse dalla presenza di così tante persone sugli spalti, ma perché temono profondamente chi si organizza in modo autonomo e indipendente per fare fronte alle macerie che le loro politiche producono. Il loro nemico è la società, tutta, le donne e i giovani in particolare, poveri e irregolari in modo pretestuoso. Questi attacchi, i controlli, le intimidazioni e le diffamazioni non ci fermeranno”.
Per il centro sociale il consigliere Paglialonga “usa strumentalmente dispositivi amministrativi per diffamarci e tacitarci, ma continuare a paragonare AQ16 a un locale commerciale è pura propaganda. Per spazi come AQ16, per tutti i luoghi in cui i cittadini si impegnano per costruire iniziative e migliorare la socialità e la vita nelle città senza interesse economico, è necessaria una legislazione ad hoc, e su questa strada proseguiremo, perché ci vorrebbero chiusi in casa a guardare la televisione e invocare polizia e manette, ma ci troveranno sempre in strada e negli spazi sociali a costruire ponti e conflitto per il radicale cambiamento della società. Noi andremo avanti, una battaglia dopo l’altra, nel percorso intrapreso”.






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