A inizio aprile il Comitato IV Novembre, un gruppo di residenti che per oltre un decennio si è battuto per la sicurezza e contro il degrado della zona della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia, ha gettato la spugna, annunciando l’interruzione di ogni attività a lamentando come in questi anni “le nostre istanze nei confronti delle istituzioni locali siano rimaste inascoltate”.
Ma l’attivismo locale non si ferma. “Un comitato ha ceduto per sfinimento, ma il quartiere è densamente popolato e i residenti sono tutt’altro che rassegnati”, ci tiene a sottolineare Re.Re., la Rete dei residenti del quartiere stazione, più combattivi che mai.
Il quadro della situazione, dal loro punto di vista, è netto: “Dopo due anni dall’insediamento della giunta Massari ancora nessuna misura adeguata alla gestione della grave marginalità, solo i soliti costosi ‘progettini’ che non danno mai risultati quantificabili”. La Rete denuncia una “normalizzazione della marginalità e del degrado”: “Significa che condizioni di povertà, emarginazione, insicurezza e degrado ambientale vengono considerate normali dall’amministrazione comunale”.
Re.Re. chiama in causa direttamente anche l’assessore comunale alla cura della città Davide Prandi, che un mese fa in una lettera aveva invitato il Comitato IV Novembre a ripensarci, sostenendo che “Reggio Emilia non ha bisogno di comitati che si ritirano” ma “di soggetti civici che restano, che incalzano, che criticano, ma che non abbandonano il campo”.
Un invito che la Rete dei residenti del quartiere stazione non si fa ripetere due volte: “Offriamo un promemoria di riferimenti all’assessore Prandi, nel caso volesse sottoporre a un confronto costruttivo le sue idee per il quartiere dopo due anni di ricerche, studi e convegni sui problemi che ci affliggono. Abbiamo letto notizie di costose iniziative e convegni internazionali, ma nessuna comunicazione di iniziative per affrontare le pesanti problematiche che in questi due anni si sono aggravate”.
In zona stazione, assicura Re.Re., “siamo tutti in attesa di conoscere quali obiettivi realistici ha individuato l’assessore: azioni, tempistiche e risultati attesi. Tutti noi aspettiamo da due anni comunicazioni chiare”.
Per chiarire meglio quel “tutti noi”, la Rete ha delineato anche una mappa dell’attivismo nel quartiere. Oltre alla stessa Re.Re., attiva dal 2014 con manifestazioni, convegni, aggregazione di vicinato ed esposti alle autorità, sono diversi i soggetti e le realtà che gravitano nell’area in questione: il Comitato Quartiere Ospizio, promotore di una raccolta di 2.400 firme in tre settimane per un esposto collettivo inviato a Prefettura, Questura, Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna (referente: Matteo Bondavalli); i condomini che si affacciano su viale IV Novembre (referente: P. Paoli); Andrea Galeotti, amministratore condominiale e organizzatore del “Presidio per la legalità” dello scorso novembre in piazzale Marconi; i condomini di via Sani, promotori di vari esposti alle autorità; i condomini di via Paradisi, promotori di un recente esposto firmato da 200 residenti sul degrado generato dalle occupazioni abusive dei locali condominiali (referente: Lucia Battista); il Gruppo di controllo di vicinato “Zona Stazione”; il Gruppo di controllo di vicinato “Via Turri – Via Paradisi”.






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