La Corte d’appello di Bologna ha assolto con formula piena Alberto Ferrigno, ex consigliere comunale e provinciale di Rifondazione Comunista a Reggio Emilia: era stato accusato – e poi condannato in primo grado – di aver violato la legge che regola la raccolta di firme per la presentazione delle liste in occasione della campagna elettorale per le elezioni comunali reggiane del 2014. A Ferrigno veniva contestata la presunta falsa autenticazione di una singola firma.
“Per me si conclude un incubo”, commenta il diretto interessato: “Non ho mai infranto la legge e nessuno mi potrà ridare tutto quello che mi è stato tolto in questi lunghi anni. Ho subito ripercussioni di ogni genere, che certamente mi hanno precluso diverse opportunità, lavorative e non; sono addirittura sparito dalla politica dopo aver mancato per pochi voti l’elezione nel consiglio regionale”.
“Ho voluto rinunciare alla prescrizione (contro il parere di tutti), che mi avrebbe garantito il proscioglimento, per essere giudicato nel merito delle infondate accuse che mi erano state rivolte per ristabilire la dignità che mi era stata sottratta”, sottolinea ancora Ferrigno.
La sentenza di primo grado, secondo l’avvocato Tommaso Lombardini, “era estremamente lacunosa, per cui eravamo fiduciosi di poter ottenere un’assoluzione nel merito dalla Corte d’appello, consapevoli che la scelta di rinunciare alla prescrizione, sebbene potesse apparire rischiosa, ci avrebbe premiato”.






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