Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo è morto, all’età di 91 anni, il celebre cantautore Gino Paoli: “Ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, ha fatto sapere la famiglia. Nato a Monfalcone, in Friuli, il 23 settembre del 1934, è spirato nella sua casa genovese dopo un breve ricovero in una clinica privata.
È stato senza alcun dubbio una delle figure chiave della scena musicale italiana della seconda metà del Novecento, un personaggio dalla vicenda esistenziale tormentata e intensissima che ha dato un contributo decisivo all’evoluzione della canzone.
Prima della consacrazione musicale, però, Paoli sperimentò diversi mestieri: facchino, grafico pubblicitario, pittore. Il debutto nel mondo della musica avvenne con una band composta insieme a Luigi Tenco e Bruno Lauzi, ma il vero successo arrivò nel 1963 con “Il cielo in una stanza”, arrangiata da Ennio Morricone, che lo consacrò nell’Olimpo della musica italiana. In seguito dalla sua penna nasceranno anche capolavori immortali come “Senza fine”, scritta per Ornella Vanoni, e “Sapore di sale”, brano diventato colonna sonora di un’intera generazione.
La vita di Gino Paoli, tuttavia, non è stata solo canzoni e applausi. L’artista ha attraversato momenti di grande dolore e difficoltà personale, tra cui un tentato suicidio, nel 1963, per una crisi emotiva (si sparò al petto, la pallottola si fermò a pochi centimetri dal cuore e non fu mai estratta dal suo corpo), e poi il lutto per il suicidio dell’amico Luigi Tenco.
Gli anni successivi furono segnati da un ritiro parziale dalle scene e da una lenta ricostruzione personale, tra alcol, fumo e introspezione. Gli anni Settanta videro un suo ritorno defilato ma intenso: Paoli riemerse con una maturità artistica e personale che gli permise di riprendersi il palco, riscoprendo anche Ornella Vanoni, con cui instaurò un rapporto di amore e amicizia destinato a durare tutta la vita. Il loro sodalizio artistico e umano è stato uno dei pilastri della musica italiana, capace di ispirare brani indimenticabili. Dopo la Vanoni, arrivò l’amore con un giovanissima Stefania Sandrelli, da cui nascerà la loro unica figlia Amanda.
In seguito, Paoli alternò musica e impegno politico: fu deputato indipendente per il Pci per un quinquennio, pur continuando a incidere dischi e a esibirsi. Nel 1984 tornò alla ribalta con “Una lunga storia d’amore”, brano che segnò il riavvicinamento a Ornella Vanoni, il grande amore di sempre: i due intrapresero insieme anche un tour trionfale, che consacrò il pieno ritorno di Gino Paoli sulla scena, tra concerti e riconoscimenti, con una serie di successi consecutivi, da “Ti lascio una canzone” a “Quattro amici”. Poi l’incontro con l’ultima compagna di vita, Paola Penzo, fino agli ultimi giorni.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu