Iren, approvato il bilancio 2025: per i soci pubblici reggiani dividendi per 20,9 milioni

Iren presidente Luca Dal Fabbro vicepresidente Moris Ferretti e amministratore delegato Gianluca Bufo – IR

Il consiglio di amministrazione di Iren ha approvato il bilancio consolidato integrato al 31 dicembre 2025. L’anno si è chiuso con tutti i risultati economico-finanziari in crescita rispetto al 2024: il margine operativo lordo (Ebitda) si è attestato a 1.353 milioni di euro (+6,2%), mentre l’utile netto ha raggiunto i 301 milioni (+11,9%); gli investimenti tecnici (12%) sono arrivati a quota 925 milioni.

Il consiglio ha anche deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti, in programma il prossimo 21 maggio, il pagamento di un dividendo pari a 13,86 centesimi di euro per azione, in crescita dell’8% rispetto allo scorso anno: per i soci pubblici reggiani – il Comune di Reggio Emilia e i Comuni della provincia – si tratta complessivamente di circa 20,9 milioni di euro.

Tornando ai risultati dello scorso anno, l’indebitamento finanziario netto è stato pari a 4.222 milioni (+3% rispetto al 2024); la crescita del margine operativo ha consentito una riduzione del rapporto debito netto/Ebitda pari a 3,1x. Gli investimenti lordi complessivi sono stati pari a 1.447 milioni di euro: 925 milioni di investimenti tecnici e 522 milioni di investimenti finanziari.

Passando ai principali indicatori di sostenibilità, gli investimenti sostenibili sono stati pari a circa il 73%, relativi principalmente ad attività allineate e ammissibili alla tassonomia europea; l’intensità carbonica è stata pari a 313 gCO2/kWh, sostanzialmente in linea con lo scorso anno e con le previsioni del piano industriale; la raccolta differenziata ha raggiunto quota 70,5%, in crescita di 1,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente; le perdite idriche sono state pari a circa il 31%, in linea con il risultato del 2024 a valle dell’ampliamento del perimetro.

Al 31 dicembre scorso il numero complessivo dei dipendenti del gruppo Iren era pari a oltre 11.900 persone, con un incremento di quasi 600 unità durante l’anno.

È soddisfatto Luca Dal Fabbro, presidente del gruppo Iren: “I risultati conseguiti nel corso del 2025 confermano le previsioni comunicate al mercato. L’integrazione di Egea sta già esprimendo risultati molto positivi (+60 milioni di euro nel 2025), contribuendo alla crescita del gruppo e al rafforzamento della nostra piattaforma industriale. La scelta di anticipare questo consolidamento, sostenuta finanziariamente dall’emissione del bond ibrido da 500 milioni, ha permesso inoltre di ottenere già nel 2025 parte delle sinergie individuate. Poiché i risultati appena approvati rispecchiano in pieno le attese, confermiamo la dividend policy di piano e proponiamo all’assemblea dei soci un dividendo in crescita”.

Per il vicepresidente di Iren Moris Ferretti “i risultati positivi di fine anno dimostrano come sostenibilità e valorizzazione delle persone siano leve fondamentali per la crescita del gruppo, che nel 2025 ha destinato il 73% degli investimenti complessivi a progetti sostenibili e ha incrementato ulteriormente il proprio radicamento territoriale grazie al consolidamento di Egea, che ha portato un +20% di comuni serviti dall’attività di raccolta rifiuti e un +12% di volumetrie teleriscaldate. La solidità industriale e la creazione di valore per tutti gli stakeholder è sostenuta anche dagli investimenti avviati sul capitale umano, che nel corso dell’anno è cresciuto di circa 600 unità, portando a circa 12.000 il numero di persone che quotidianamente lavorano in Iren: la valorizzazione e la crescita professionale delle risorse interne sono uno dei pilastri su cui si fonda la costruzione del futuro del gruppo”.

Per Gianluca Bufo, amministratore delegato e direttore generale del gruppo, “nel 2025 abbiamo dato concreta esecuzione alla nostra strategia, rafforzando il posizionamento nei business regolati e semi-regolati, che raggiungono il 74% dell’Ebitda, e costruendo un modello sempre più resiliente e capace di generare valore sostenibile nel tempo. I risultati lo dimostrano: guardiamo al 2026 con fiducia, facendo leva su un modello industriale focalizzato ed equilibrato, in grado di garantire stabilità anche in contesti volatili grazie al maggior sviluppo atteso nei business regolati. Prevediamo una crescita dell’Ebitda del 4%, investimenti tecnici per circa 950 milioni e il mantenimento del rapporto indebitamento finanziario netto/Ebitda a 3,1x”.



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