Sono aperti anche lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15, i seggi per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Alle ore 15, alla chiusura delle operazioni di voto, ci sarà l’accertamento dell’affluenza definitiva e, subito dopo, inizierà lo scrutinio delle schede per determinare i risultati di questa consultazione referendaria.
Il quesito sul quale ci si deve esprimere è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?”.

Le modifiche previste dalla legge costituzionale oggetto del referendum riguardano, in sintesi: l’istituzione di due Consigli superiori della magistratura (uno per i giudici, uno per i pubblici ministeri), al posto del Csm unico attuale; l’estrazione a sorte dei loro componenti; la creazione di un’Alta corte disciplinare per i soli magistrati ordinari.
Trattandosi di un referendum costituzionale (ex art. 138 della Costituzione), non è previsto alcun quorum da raggiungere. Il responso delle urne, dunque, sarà valido indipendentemente dall’affluenza finale: in caso di maggioranza di “sì”, la legge già approvata dal Parlamento entrerà definitivamente in vigore (e di conseguenza così faranno le relative modifiche alla Costituzione); in caso contrario, invece, qualora dovessero prevalere i “no”, la riforma del governo Meloni non sarà confermata e non avrà effetti, dunque non modificherà in alcun modo la Costituzione.






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