Da Vezzano sul Crostolo arriva purtroppo un’altra brutta storia di maltrattamenti e minacce, la seconda in pochi giorni.
I carabinieri hanno denunciato un uomo di 51 anni di origini siciliane per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali ai danni della compagna: secondo quanto emerso dalle indagini, fin dall’inizio della convivenza (risalente al 2019) il cinquantunenne, ossessionato da presunti – ma in realtà inesistenti – tradimenti della partner, l’avrebbe sottoposta a continue violenze fisiche e verbali.
Offese frequenti, minacce anche di morte (“Io ti rovino… morirai bene… ti voglio vedere crepare”; oppure “Hai paura che io faccia lo stesso con te?” mentre guardavano programmi tv sui femminicidi), spesso accompagnate dalla minaccia ricattatoria di portarle via le figlie (“Ti rovinerò la vita, tu non sei mai stata all’inferno, ti faccio vedere io cosa è l’inferno”) qualora avesse sporto denuncia contro di lui; comportamenti resi ancora più gravi dal fatto di essere stati commessi anche durante la gravidanza della compagna.
E poi, come spesso accade in contesti del genere, il controllo ossessivo: la donna veniva accusata continuamente di avere relazioni con altri uomini, e per questo motivo (per quanto infondato) il cinquantunenne controllava ogni suo spostamento, anche tramite app di geolocalizzazione installate sullo smartphone della compagna a sua insaputa.
All’uomo vengono contestati anche diversi casi di violenza sessuale: come ha denunciato la vittima, nel tempo sarebbe stata costretta più volte – con la forza e sotto minaccia – a consumare rapporti sessuali anche contro la sua volontà, venendo picchiata se provava a rifiutarsi.
Sulla base di quanto emerso, e su richiesta della Procura di Reggio Emilia, il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento alla vittima (e ai suoi più stretti congiunti) e il divieto di comunicazione: il cinquantunenne non potrà avvicinarsi alla compagna né ai luoghi abitualmente frequentati da quest’ultima, dovendo mantenere da questi una distanza di almeno duemila metri; non potrà inoltre tentare di comunicare con lei con nessun mezzo e in nessun modo, nemmeno per interposta persona.






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