Il dibattito nato attorno alla situazione del Laboratorio AQ16 di Reggio Emilia “merita di essere affrontato con serietà e senza semplificazioni propagandistiche”, afferma l’assessore comunale alla cura della città (con delega alla partecipazione) Davide Prandi, che risponde così all’affondo di Fratelli d’Italia, che aveva accusato il centro sociale di operare da 23 anni “senza alcun titolo giuridico e senza le autorizzazioni previste dalla legge”.
“I dati amministrativi sono stati chiariti nella risposta all’interrogazione”, spiega Prandi, costretto comunque ad ammettere che “allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi”.
Detto questo, secondo l’assessore “sarebbe un errore raccontare AQ16 solo come una questione burocratica. In oltre vent’anni quel luogo è stato uno spazio di aggregazione giovanile, culturale e sportiva che ha coinvolto centinaia di ragazze e ragazzi di Reggio Emilia. Molte attività, dai laboratori culturali allo sport di base, hanno un valore sociale reale per una parte della nostra comunità”. Per Prandi, dunque, “sarebbe un errore disperdere il patrimonio culturale e relazionale maturato in quel luogo”. Un patrimonio che “fa parte della storia e dell’identità della nostra città e che contribuisce alla risposta a fenomeni attualissimi come il crescente isolamento e disagio giovanile”.
Proprio per questo, continua Prandi, l’amministrazione comunale “sta affrontando la questione con responsabilità”: in queste settimane “stiamo ricostruendo con precisione tutte le forme di utilizzo e le modalità con cui nel corso degli anni sono stati concessi o tollerati spazi pubblici simili dalle diverse amministrazioni. L’obiettivo è arrivare a un quadro amministrativo chiaro e trasparente”.
Per l’assessore “va inoltre considerato che il quadro normativo sulla sicurezza negli ultimi anni è cambiato. Norme più stringenti su sicurezza degli eventi, agibilità degli spazi e responsabilità amministrative hanno inevitabilmente modificato il contesto entro cui realtà nate molti anni fa si trovano oggi a operare. Anche per questo è necessario un approfondimento serio e aggiornato, che tenga conto di queste nuove regole e delle responsabilità che esse comportano.
La priorità, secondo Prandi, “è duplice: da un lato garantire pienamente sicurezza, legalità e rispetto delle norme, dall’altro non disperdere esperienze sociali e progetti giovanili che negli anni hanno avuto un impatto positivo sulla città. Per questo sono in corso interlocuzioni istituzionali e approfondimenti tecnico-amministrativi che coinvolgono tutti i protagonisti della vicenda, comprese le realtà associative e gli stessi attori del Laboratorio AQ16, affinché si possa costruire una soluzione condivisa e sostenibile”.
In questo percorso, conclude l’assessore, “deve guidarci un principio semplice ma fondamentale: il primato della persona. L’obiettivo è individuare un percorso che riporti la situazione dentro un perimetro di regole certe, tutelando il valore sociale, culturale e sportivo delle attività rivolte ai giovani e garantendo la sicurezza di tutti”.






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