Nei giorni scorsi un gruppo di genitori (per ora rimasti anonimi) di alcuni studenti e studentesse dell’Istituto scolastico Bertrand Russell di Guastalla hanno scritto una lettera a un giornale locale denunciando il comportamento di una professoressa della scuola, che secondo le accuse si sarebbe lasciata andare – durante le lezioni – a giudizi fortemente critici contro il governo Meloni, tratteggiando il centrodestra come forza politica che toglie diritti alle persone e conduce il Paese verso un peggioramento economico.
Il caso è arrivato anche all’attenzione della Regione Emilia-Romagna: durante l’ultimo question time in assemblea legislativa, il consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona ha chiesto infatti alla giunta de Pascale di attivarsi, anche interessando l’Ufficio scolastico regionale, “affinché venga rispettato il principio di imparzialità e pluralismo […] promuovendo, più in generale, la neutralità istituzionale all’interno delle scuole dell’Emilia-Romagna”. Secondo quanto riportato nella lettera, ricorda Aragona, i ragionamenti della docente “sarebbero stati presentati come verità oggettive, generando nei genitori il timore di una forma di orientamento ideologico non coerente con il ruolo della scuola pubblica”.
A rispondere in aula, al posto dell’assessora regionale alla scuola Isabella Conti, assente per altri impegni, è stata la sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini: “La competenza sulla vigilanza e sull’organizzazione dell’attività didattica delle istituzioni scolastiche statali spetta al Ministero dell’istruzione e del merito e, sul territorio, all’Ufficio scolastico regionale”, ha spiegato, ribadendo che la Regione Emilia-Romagna “non ha funzioni di controllo sull’attività didattica né sulla conduzione delle lezioni”.
Rontini ha comunque voluto riaffermare alcuni principi: “La scuola pubblica è il luogo nel quale si formano le cittadine e i cittadini, nel rispetto dei valori costituzionali e del pluralismo delle idee. Allo stesso tempo, è compito delle istituzioni scolastiche garantire un clima di confronto aperto e rispettoso tra posizioni diverse. Proprio per questo, quando emergono preoccupazioni o segnalazioni, il primo livello di confronto è sempre quello della comunità scolastica, il dialogo con i docenti, con il coordinatore di classe e con la dirigente scolastica. Dalle informazioni raccolte sul territorio, l’istituto Russel è da anni una realtà educativa riconosciuta per la qualità del lavoro svolto e per l’attenzione al confronto democratico e alla partecipazione degli studenti”.
Critico, nella sua replica, il consigliere Aragona: “La situazione è ben peggiore di quella che ho esposto. Quando è stato chiesto ai genitori perché si fossero attivati con una lettera anonima, la loro risposta è stata che temevano ripercussioni per i loro figli dal punto di vista scolastico. Mi spiace che oggi l’assessore non ci sia. Quando invece c’è da incontrare le famiglie e i dirigenti, per parlare in modo ideologico del dimensionamento scolastico, in quel caso l’assessore c’è sempre: perché quando c’è da fare ideologia contro il governo allora va bene, quando si deve entrare nel merito dei contenuti invece la Regione resta in silenzio. Questa Regione sta diventando un laboratorio ideologico e Reggio Emilia è il laboratorio per eccellenza. Mi sarei aspettato una posizione più netta, perché è facile rivendicare di essere favorevoli all’imparzialità e al pluralismo: ma, nei fatti, questo non accade”.






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