Non accenna ad affievolirsi l’eco dello scontro politico sulla presenza di una finta ghigliottina di cartone al “Carnevale Popolare” del 28 febbraio scorso al parco delle Caprette di Reggio Emilia: i partecipanti alla festa potevano “decapitare” simbolicamente dei palloncini con la faccia di alcuni esponenti politici della destra italiana e mondiale, tra cui anche quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
A far esplodere il caso erano stati i canali social nazionali di Fratelli d’Italia, che avevano rilanciato il video della ghigliottina. Ora il caso arriva anche in Regione Emilia-Romagna, con un’interrogazione depositata dai consiglieri regionali di FdI: l’obiettivo è quello di capire se Casa Bettola – che è tra gli organizzatori del “Carnevale Popolare” e che ha rivendicato la presenza della ghigliottina (parlando di “attrazione simbolica” e “simbolo della Rivoluzione francese e della possibilità storica di mettere fine al potere assoluto dei ricchi sui poveri”) – abbia beneficiato “in maniera diretta o attraverso compartecipazione con altre associazioni di risorse derivanti da bandi pubblici”.
Per il consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona “non bastano le dichiarazioni di solidarietà se poi continuiamo a tollerare occupazioni sovvenzionate dai soldi dei contribuenti”.






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