Consorzio Parmigiano Reggiano e Slow Food Italia si incontrano a Cibus nella "Piazza dei Caseifici", all’interno della quale, fino a giovedì 10, si alterneranno ben 32 produttori che, pur seguendo lo stesso rigido disciplinare di produzione, si propongono al mercato con identità e con prodotti diversi. Il messaggio è chiaro: l’incontro con i produttori permetterà agli operatori del settore di scegliere in modo consapevole il Parmigiano Reggiano più adatto alle proprie esigenze e a quelle della propria attività. C’è un Parmigiano Reggiano per tutti i gusti e per tutte le occasioni. E non parliamo solo di stagionature, ma anche di razze. Ci sono la vacca bianca modenese, la rossa reggiana, la bruna e la frisona italiana. Così come esistono prodotti "certificati" che vanno incontro alle esigenze più diverse: dal prodotto di Montagna al Kosher, dall’Halal al Biologico.
Ed è proprio in questo contesto di biodiversità che il Consorzio del Parmigiano Reggiano annuncia la nuova partnership con Slow Food Italia in qualità di "sostenitore ufficiale" preannunciando quali saranno i prossimi progetti di promozione sociale da portare avanti insieme.
"Essere sostenitori ufficiali significa sedersi attorno ad un tavolo e ragionare insieme sul futuro del cibo – ha commentato Roberto Burdese AD slow Food Promozione. Lavoriamo con il Consorzio Parmigiano Reggiano da oltre 20 anni: il nostro compito sarà quello di proporre stimoli, suggerire soluzioni che siano in linea con la sensibilità del nuovo consumatore, sempre più attento ai temi della sostenibilità, della trasparenza e del benessere animale".
"Questa rinnovata e rafforzata partnership darà presto i suoi frutti. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano conta molto sul supporto di Slow Food Italia per trovare insieme soluzioni su diverse tematiche che stanno a cuore ai nostri produttori: il benessere animale, la completa tracciabilità della filiera – con particolare riferimento al canale Horeca – la messa in evidenza delle specificità del nostro prodotto che si differenzia da altri formaggi a pasta dura per l’assoluta naturalità e la completa assenza di additivi e di fermenti industriali" ha concluso Riccardo Deserti, direttore del Consorzio di tutela.






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Sei andato a sQuola in Irpinia durante il terremoto o hai la terza elementare conseguita alla sQuola Radio Elettra?
Uhm...punti di vista. Rincresce che non abbiano messo alla ghigliottina il buon Calenda: almeno ci si ricorderebbe che esiste.
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Direttore, anche continuare a sottovalutare le azioni di Casa Bettola puo' portare a rendere poi la situazione irrimediabile....(vedi recenti fatti di Torino....con altro centro […]
Casa Bettola, se non ci fossero bisognerebbe inventarli, ma anche no....hanno sempre e solo ragione loro....hanno letteralmente pestato una m.....con questa iniziativa che va ben […]