La Polizia di Stato di Reggio Emilia ha arrestato un uomo italiano di 34 anni ritenuto l’autore di cinque rapine – due tentate e tre andate a segno – commesse in città tra l’inizio di dicembre e i giorni scorsi nella zona di Porta Castello.
Il rapinatore seriale, come è emerso dalle indagini, agiva in solitaria, pensando di rendersi irriconoscibile coprendosi parzialmente il volto con una mascherina chirurgica e alzando sulla testa il cappuccio della felpa: con il coltello in pugno, entrava nei negozi presi di mira minacciando il cassiere o la cassiera – a volte solo verbalmente, altre volte invece puntando il coltello alla gola dei malcapitati – e intimando loro di consegnare l’incasso della giornata.
In quattro occasioni, lo sconosciuto era riuscito a far perdere le proprie tracce in pochissimi istanti, prima che sul posto arrivassero le pattuglie della polizia; mercoledì pomeriggio, invece, dopo la rapina ai danni del bar Piccadilly di viale Umberto I, gli investigatori sono riusciti a rintracciarlo, scoprendo così che abitava a poche decine di metri dai negozi che aveva rapinato.
La polizia lo ritiene responsabile di cinque rapine denunciate nella zona negli ultimi due mesi: secondo le accuse, nella tarda serata del 5 dicembre scorso avrebbe tentato di rapinare un market etnico in viale Umberto I, senza successo; il giorno seguente, invece, avrebbe messo a segno il colpo rapinando un supermercato di via Ariosto e portando via circa 180 euro in contanti. Poche ore dopo, forse insoddisfatto per l’esiguo bottino della giornata, avrebbe tentato nuovamente di rapinare lo stesso market etnico del giorno precedente, tornando a casa però a mani vuote anche in questa circostanza.
Lo scorso 2 febbraio, sempre secondo la ricostruzione della polizia, il rapinatore solitario avrebbe preso di mira la farmacia Porta Castello, puntando il coltello alla gola del farmacista e riuscendo a mettere le mani su circa 200 euro in contanti.
Due giorni dopo, infine, l’ultimo colpo, quello che gli è risultato fatale: dopo la rapina al bar, infatti, la Squadra mobile lo ha rintracciato nel giro di un’ora nella sua abitazione e lo ha arrestato. Durante la perquisizione domiciliare sono stati trovati e sequestrati non solo i vestiti usati durante la rapina di quel giorno, ma anche alcuni capi di abbigliamento ritenuti compatibili (secondo l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e le dichiarazioni dei testimoni oculari) anche con quelli indossati dalla persona che aveva messo a segno gli altri quattro colpi ancora irrisolti, di cui ora l’uomo è accusato.
Nel pomeriggio di venerdì 6 febbraio è stata celebrata l’udienza di convalida del fermo: il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei confronti del trentaquattrenne la misura della custodia cautelare in carcere. Subito dopo, l’uomo è stato portato nella casa circondariale di Reggio.






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