Agrivoltaico alla Giarola, Mammi: “Sì all’energia pulita, no al consumo di suolo agricolo”

Alessio Mammi Regione Emilia-Romagna telecamere – RER

Sì alla produzione di energia pulita, no al consumo di suolo agricolo: è questa la posizione dell’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi sul progetto del maxi-impianto agrivoltaico che dovrebbe sorgere in località Giarola. Il progetto è stato presentato e depositato presso il Comune di Reggio Emilia, ma non è ancora stato autorizzato.

La Regione Emilia-Romagna, ricorda Mammi, lo scorso anno aveva approvato una legge con criteri stringenti sulla realizzazione dei parchi agrivoltaici, sospesa poi dalla sentenza del Tar del Lazio: “Ora ne stiamo riscrivendo un’altra per colmare le mancanze del nuovo decreto nazionale”.

“L’approvvigionamento energetico è uno dei grandi temi del nostro tempo: le soluzioni per ottenerlo da fonti primarie non possono però aumentare il consumo di suolo agricolo e compromettere la produzione di cibo”, spiega l’assessore.

Come successo nei mesi scorsi a Sant’Ilario d’Enza e a Scandiano, e come sta accadendo in molte altre parti della regione, sono numerose le richieste per la realizzazione di nuovi impianti agrivoltaici che occupano terreno agricolo: il caso della Giarola è solo l’ennesimo.

“Siamo ovviamente favorevoli alla produzione e all’impiego di energia da fonti rinnovabili, ma servono regole chiare: lo sviluppo e la diffusione di queste tecnologie non possono prescindere dalla tutela del suolo agricolo e delle nostre produzioni di qualità come il Parmigiano Reggiano. In Emilia-Romagna abbiamo decine di richieste per la posa di impianti agrivoltaici in area agricola fertile, come quella arrivata in Comune a Reggio, che rischiano di compromettere una vasta area agricola: dobbiamo tutelare il suolo ricco di biodiversità”.

Alcuni anni fa, ricorda Mammi, “ho lanciato e sostenuto una petizione per lo stop di consumo di suolo nei campi agricoli minacciati da coperture di fotovoltaico e agrivoltaico, che raccolse firme non solo del nostro territorio, e per chiedere che venisse fatta una norma nazionale chiara e giuridicamente forte”.

Il governo ha proposto un nuovo decreto nazionale da poche settimane, ma per Mammi “è lacunoso su due punti: il primo è che consente l’installazione del fotovoltaico a terra lungo le autostrade e nelle zone limitrofe alle aree industriali, e quindi nel nostro territorio regionale parliamo di centinaia di ettari che potrebbero risultare compromessi; il secondo è che non definisce in modo preciso e puntuale cosa sia agrivoltaico, e quindi non chiarisce che queste tecnologie devono essere compatibili con l’agricoltura”.

Per sopperire a questa mancanza, “stiamo preparando una nuova legge regionale che colmi queste lacune e che sarà pronta nelle prossime settimane, con l’obiettivo di tutelare il suolo agricolo per non compromettere produzioni di eccellenza come il Parmigiano Reggiano, perché il foraggio per alimentare le vacche va prodotto nelle zone della Dop. Servono regole chiare per salvaguardare le aree agricole di pregio, attraverso criteri precisi e controlli stringenti per stabilire cosa sia agrivoltaico avanzato. Ad oggi le regole contenute nella legge nazionale non lo sono”.

I luoghi deputati alla produzione di energia pulita tramite fotovoltaico o agrivoltaico, conclude Mammi, “rimangono i tetti industriali, le aree destinate a cave dismesse e le aree già compromesse, proprio per ridurre al minimo il consumo di suolo: sono decisioni che hanno un importante risvolto politico, e che devono valere per tutto il territorio nazionale”.



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