Il commissariamento della Regione Emilia-Romagna, con la nomina da parte del governo di un commissario ad acta per portare a termine il piano di dimensionamento della rete scolastica regionale, imposto da Roma ma al quale finora la Regione si era fermamente opposta, ha portato all’immediata reazione non solo degli enti locali emiliani, ma anche dei sindacati.
L’accusa è sempre la stessa: “Si tagliano 17 autonomie scolastiche e si riduce il perimetro pubblico dell’istruzione in un territorio virtuoso e normodimensionato”, hanno denunciato Flc Cgil, Cisl Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal dell’Emilia-Romagna, che martedì 13 gennaio hanno incontrato l’assessora regionale all’istruzione Isabella Conti, che ha riferito sull’incontro del giorno precedente con il governo.
La decisione assunta dal Consiglio dei ministri, per i sindacati in questione, “non è un atto tecnico né neutro: è una scelta politica gravissima che colpisce la nostra Regione, la scuola pubblica, l’autonomia scolastica e i territori più fragili, in particolare le aree interne e montane”, e la nomina del commissario “è un affronto alle istituzioni a tutti i livelli e a tutta la comunità scolastica: è il segno di una scelta sbagliata, di una totale mancanza di visione e di attenzione verso il sistema pubblico di istruzione regionale”.
L’Emilia-Romagna, ricordano Flc Cgil, Cisl Scuola, Gilda Unams e Snals Confsal, “è da sempre una regione virtuosa, con i conti in ordine e perfettamente in linea con le disposizioni in materia di dimensionamento: per questo l’imposizione del governo risulta sbagliata, ingiustificata e quindi iniqua”.
Le organizzazioni sindacali, nel ribadire il proprio appoggio alla Regione nella scelta di non procedere al taglio delle 17 autonomie scolastiche richieste dal Ministero, hanno espresso “fortissima preoccupazione” per la nomina del commissario ad acta, “che esautora la Regione dal proprio ruolo decisionale e di rappresentanza”. Ad oggi, inoltre, “non è noto neppure il numero preciso e ufficiale degli studenti della nostra Regione”, lamentano i sindacati, “nonostante le reiterate richieste: un elemento di grave opacità che contrasta con i principi di trasparenza, ascolto e condivisione”.
Per Monica Ottaviani (Flc Cgil Emilia-Romagna), Luca Battistelli (Cisl Scuola Emilia-Romagna), Rosarita Cherubino (Gilda Emilia-Romagna) e Gianni Fontana (Snals Confsal Emilia-Romagna) tagliare diciassette autonomie scolastiche, senza che sia ancora nemmeno noto l’elenco degli istituti coinvolti, “rappresenta un danno per la storia di efficienza e per il modello pedagogico che da sempre caratterizzano l’Emilia-Romagna”.
Il taglio, secondo i sindacati, porterà alla costituzione di istituti “monstre” con oltre duemila studenti, con ricadute sull’organizzazione, sulla didattica e sui processi di apprendimento, “e quindi sulla qualità complessiva dell’istruzione. Si tratta di un’operazione meramente contabile, tutt’altro che neutra, che produrrà un danno permanente al sistema pubblico di istruzione e avrà conseguenze anche sul piano occupazionale”.
Tra le criticità più evidenti, molti accorpamenti di istituti rischiano di generare sedi troppo grandi o eccessivamente distanti tra loro, “difficili da gestire sia per il personale che per gli stessi studenti”. Allo stesso tempo, la ridefinizione delle autonomie scolastiche “avviene spesso senza considerare gli effetti sulla didattica, sulla qualità del servizio e sull’accessibilità per le famiglie”. Infine, la sostenibilità a lungo termine dell’intero sistema “risulta fortemente compromessa quando le scelte vengono assunte esclusivamente sulla base di criteri numerici o economici, trascurando le specificità dei territori e delle comunità scolastiche”.
“Invitiamo pertanto gli enti locali”, è l’appello finale dei sindacati, “a mantenere un profilo fermo e determinato nella difesa del perimetro pubblico dell’istruzione. Chiediamo alle forze politiche, alla società civile, al mondo dell’associazionismo e alla comunità scolastica di far sentire la propria voce e di mobilitarsi con noi nei prossimi giorni. Chiederemo immediatamente un incontro con il commissario ad acta e con il prefetto, vigileremo su ogni decisione che verrà intrapresa e definiremo ogni iniziativa utile a difesa del sistema scolastico pubblico dell’Emilia-Romagna”.






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