Nella notte tra giovedì 13 e venerdì 14 novembre è morto, all’età di 84 anni, Alberto Gherpelli, figura di riferimento del mondo agricolo dell’Emilia-Romagna e storico presidente di Cia – Agricoltori Italiani a livello provinciale e regionale.
Il dirigente reggiano ha dedicato l’intera esistenza al servizio e alla difesa degli agricoltori, lasciando un segno indelebile sul territorio di Reggio e dell’intera regione. Negli anni Sessanta fu dirigente a Reggio dell’Alleanza dei Contadini; successivamente ha ricoperto la carica di presidente provinciale della Cic (Confederazione italiana coltivatori) di Reggio ed è poi diventato presidente regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) dell’Emilia-Romagna.
La sua leadership fu cruciale proprio nel periodo storico che vide la Confederazione italiana coltivatori evolvere nell’attuale Cia (trasformazione avvenuta ufficialmente nel 1992), una transizione che Gherpelli seppe gestire con saggezza e visione strategica.
“La sua azione – ricorda la Cia reggiana – è stata costantemente rivolta alla modernizzazione dell’agricoltura e alla valorizzazione del lavoro nei campi. Sotto la sua guida, l’associazione è cresciuta, affermandosi come baluardo nella tutela delle filiere, del reddito agricolo e nella promozione della qualità del prodotto emiliano-romagnolo. La sua determinazione nel portare le istanze dei coltivatori sui tavoli regionali e nazionali ha aperto nuove opportunità di sviluppo e sostegno per il settore. Grazie al suo instancabile impegno, l’agricoltura reggiana ed emiliano-romagnola ha saputo affrontare sfide complesse, mantenendo un ruolo centrale nell’economia e nell’identità del territorio. Gherpelli ha saputo interpretare le sfide del tempo, assicurando che le esigenze del settore primario avessero sempre voce e dignità nelle sedi istituzionali.
Lorenzo Catellani, attuale presidente di Cia Reggio Emilia, ha espresso così il cordoglio dell’associazione per la scomparsa di Gherpelli: “La sua saggezza, la sua onestà e il suo instancabile impegno saranno per sempre la nostra guida. L’eredità morale e politica che ci lascia è inestimabile. Il suo esempio resterà vivo nella memoria di tutti noi: la sua straordinaria integrità, la profonda conoscenza del settore e l’energia con cui ha sempre difeso la dignità del lavoro e la crescita del mondo rurale sono l’eredità più grande che ci tramanda. Ci stringiamo con affetto alla famiglia in questo momento di profondo dolore”.







Ultimi commenti
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno
A fronte del pacchetto per abortire, il semplice buonsenso suggerisce di aborrire le su.esposte innovazioni mordi e fuggi in pausa pranzo. Incommentabili. Di questo
Ai bambini/bambine, piccoli esseri umani in erba, serve anche coltivare la parte spirituale che è quella che eleva al di sopra del mondo animale le […]
La nipote di Sandokan ha la singolare capacità di irritare ogni volta che (inutilmente) apre bocca. Il burdigone con difficoltà deambulatorie oggi non si è
No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente