Chiara Petrolini, la ragazza di 22 anni finita a processo con l’accusa di duplice omicidio aggravato (dalla premeditazione e dalla discendenza) e di soppressione di cadaveri dopo il ritrovamento dei resti di due neonati – i suoi figli appena partoriti – sepolti nel giardino della casa dei genitori a Vignale di Traversetolo, “non ha un disturbo psichiatrico chiaramente documentabile”: è quello che sostiene Mario Amore, consulente psichiatrico della Procura di Parma, secondo il quale “non ci sono malattie mentali chiare organicamente definite” attribuibili al profilo psichiatrico della giovane.
Rispondendo alla domande del procuratore Alfonso D’Avino, lo psichiatra ha aggiunto che la giovane donna, fatte alcune premesse, “non ha un disturbo di personalità”, e che dunque avrebbe avuto “piena capacità di intendere e di volere” al momento dei fatti contestati, nonché “buona capacità di stare in giudizio”.
Riguardo a questo, in ogni caso, è in corso una perizia psichiatrica sull’imputata, che dovrà valutare appunto la sua capacità di intendere e di volere all’epoca dei fatti e stabilire la sua eventuale “pericolosità sociale”.






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